I lavori della Camera in diretta

Limiti di reddito per titolarità della pensione di invalidità civile

 La Camera,

premesso che:

– il decreto-legge in esame, volto alla semplificazione e di stimolo all’economia è stato soprannominato «il Decreto del Fare» come sinonimo di concretezza, di programmi operosi per la ripresa del Paese, di collaborazione fra pezzi diversi della società, con l’obiettivo comune di uscire dalla crisi;

– in quest’ottica non si può non considerare l’annosa questione riguardante il calcolo dei limiti reddituali da applicare ai fini della titolarità della pensione agli invalidi civili;

– la sezione lavoro della Corte di cassazione, con la sentenza n. 7320 del 22 marzo 2013 è infatti intervenuta nuovamente sulla questione dei limiti reddituali da applicare ai fini della concessione della pensione agli invalidi civili affermando che il reddito a cui fare riferimento non è solo quello individuale, ma deve essere sommato a quello del coniuge, se presente, ribadendo, quindi, quanto già affermato nella Sentenza del 2011 (Sezione Lavoro, n. 4677 del 25 febbraio 2011);

– in precedenza con la sentenza n. 4677 del 25 febbraio 2011, la Corte di Cassazione aveva stabilito che il limite reddituale previsto per la concessione della pensione di invalidità civile agli invalidi al 100 per cento (fissato nel 2011 a 15.154,24 euro) non era solo quello personale, ma anche quello dell’eventuale coniuge;

– già la sentenza del 2011 era di segno contrario rispetto a precedenti – fra l’altro recenti – pronunzie della Corte stessa (sentenze nn. 18825 del 2008, 7259 del 2009 e 20426 del 2010;

– gli interventi della Corte di Cassazione, trovano fondamento nella farraginosità della normativa vigente e, seppur, non pronunciati a sezioni unite rappresentano solo un orientamento giurisprudenziale che può essere motivatamente superato da altre sentenze, vanno letti con grande prudenza in quanto mettono a rischio le pensioni di oltre 850.000 persone,

impegna il Governo

a valutare l’opportunità di intervenire urgentemente con proprio atto affinché i limiti reddituali di tutte le provvidenze economiche previste dall’articolo 14-septies del decreto-legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, siano quelli individuali e non anche quelli dell’eventuale coniuge presente.

Miotto (primo firmatario), Lenzi, Biondelli, Patriarca, Beni, Sbrollini, Murer, Capone, Carnevali, D’Incecco, Antezza

(Ordine del giorno al Decreto del fare presentato mercoledì 24 luglio 2013)

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