Riforma Isee, iniziata la discussione

Le Commissioni riunite bilancio e affari sociali della Camera hanno iniziato oggi l’esame dello schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che riforma le modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

Nella seduta di oggi le relatrici, Donata Lenzi (Pd) per la Commissione affari sociali e Sandra Savino (Pdl) per la Commissione bilancio, hanno presentato le caratteristiche del provvedimento, che comprende 14 articoli e tre allegati.

La scelta di rivedere le modalità di calcolo dell’Isee e i suoi campi di applicazione, stabilito nel cosiddetto “Decreto Salva Italia” del governo Monti, nasce dalla rilevazione di alcuni elementi critici che sono emersi nel corso degli anni nell’applicazione dello strumento. In particolare, difficoltà hanno interessato: le scarse capacità selettive dell’Indicatore e le sue capacità equitative; le difficoltà della definizione di nucleo familiare in una società complessa, la componente patrimoniale fortemente limitata dall’operare delle franchigie e da comportamenti opportunistici; la mancanza di controlli efficaci sulla veridicità dei dati rilevati ai fini Isee. Anche nell’applicazione pratica l’Isee si è rivelato inadeguato sulle modalità di compartecipazione al costo delle prestazioni per le persone con disabilità gravi e per gli anziani non autosufficienti.

 

L’Isee oggi

Attualmente poco meno di un terzo della popolazione italiana è in possesso di un ISEE in corso di validità. Nel 2011 sono state sottoscritte 7,5 milioni di dichiarazioni (nel 2002 erano state 2,15 milioni).

Le prestazioni nazionali erogate in base all’Isee sono:

– Carta Acquisti (cd. Social Card);

– Assegno per nuclei familiari con almeno tre figli minori;

– Assegno di maternità per le madri prive di altra garanzia assicurativa;

– Fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo;

– Erogazione borse di studio (ex L. n. 62/2000);

– Prestazioni connesse al diritto allo studio universitario;

– Tariffa sociale per il servizio di distribuzione e vendita dell’energia elettrica (bonus elettrico);

– Agevolazione per il canone telefonico.

Le principali prestazioni locali, invece, che dovrebbero essere erogate facendo ricorso all’Isee sono:

– Asili nido e altri servizi socio-educativi per l’infanzia;

– Mense scolastiche;

– Servizi socio-sanitari domiciliari;

– Servizi socio-sanitari diurni, residenziali;

– Altre prestazioni economiche assistenziali (ad esempio, reddito di cittadinanza).

Le principali prestazioni che utilizzano discrezionalmente l’Isee pur in assenza di un obbligo specifico sono:

– Esenzione ticket sanitari (ad esempio, nella Regione Sicilia);

– Agevolazione per tasse universitarie;

– Contributo per il pagamento dei canoni di locazione (ex L. 431/1998);

– Agevolazioni per il canone di locazioni in edilizia residenziale pubblica;

– Agevolazione per trasporto locale;

– Servizio di scuola-bus;

– Agevolazioni per tributi locali (rifiuti solidi urbani);

– Formulazione graduatorie per il pubblico impiego (ex articolo 16 l. 56/87).

Le prestazioni nazionali per cui l’uso dell’Isee è escluso dalla legge sono:

– Integrazione al minimo pensionistico;

– Assegno e pensione sociale;

– Maggiorazione sociale;

– Pensione di invalidità civile, indennità accompagnamento e ogni altra prestazione previdenziale.

 

Al termine della presentazione delle nuove caratteristiche dell’Isee, la vice ministra Maria Cecilia Guerra, in rappresentanza del governo, ha ricordato che «il provvedimento in esame è il frutto di un iter inedito che ha visto lo schema di decreto essere sottoposto per ben due volte ad una molteplicità di soggetti interessati, da quelli istituzionali – regioni e comuni –, alle parti sociali, al Forum del terzo settore, al Forum della famiglia per concludere con le associazioni dei disabili e invalidi».

Le Commissioni avranno tempo per esaminare il provvedimento fino al 31 luglio e potranno chiedere una proroga di dieci giorni (quindi, fino al 10 agosto).

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