I lavori della Camera in diretta

Approvati i pareri su legge di delegazione europea e Convenzione Oil per i lavoratori marittimi

Approvati i pareri su legge di delegazione europea e Convenzione Oil per i lavoratori marittimi

La Commissione affari sociali ha concluso oggi pomeriggio la discussione in sede consultiva sulla legge di delegazione europea 2013 e ha approvato il parere da inviare alla Commissione politiche dell’unione europea, che si sofferma soprattutto sull’articolo 13 della proposta di legge, relativo all’uso di animali nelle sperimentazioni scientifiche e del quale si era a lungo discusso nelle precedenti sedute, integrate con l’audizione informale di alcuni esperti.

Questo è il testo del parere, preparato dalla relatrice Anna Margherita Miotto e approvato dalla Commissione, dopo avervi apportato una modifica suggerita dal deputato Calabrò (Pdl):

La XII Commissione (Affari sociali),

   esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge di delegazione europea 2013 (C. 1326 Governo, approvato dal Senato);

   rilevata la presenza di profili problematici connessi soprattutto all’articolo 13 del provvedimento in titolo, recante principi e criteri direttivi per l’esercizio della delega volta al recepimento della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, evidenziati da più parti nel corso del dibattito svolto presso la XII Commissione;

   considerato che i punti critici della predetta disposizione, come è emerso dal dibattito nonché da alcune audizioni informali che hanno avuto luogo presso la Commissione stessa, riguardano principalmente i divieti posti dal comma 1, lettere b), d) – con particolare riferimento al divieto di esperimenti e di procedure che non prevedono anestesia o analgesia qualora esse comportino dolore all’animale – e) ed f) – soprattutto per quanto attiene al divieto di utilizzo degli animali per gli xenotrapianti e per le ricerche su sostanze d’abuso. In particolare, sono state espresse forti preoccupazioni in relazione ai richiamati divieti, in quanto vi è il timore che essi finiscano per compromettere la continuazione in Italia della ricerca di base, biomedica e applicata e delle sue applicazioni cliniche già ampiamente presenti nella pratica attuale, determinando peraltro condizioni di rischio di infrazione in quanto appaiono misure «più rigorose» di quelle previste dalla citata direttiva, e pertanto espressamente vietate dall’articolo 2 della direttiva medesima;

   preso atto dell’esigenza di addivenire in tempi rapidi alla definitiva approvazione del provvedimento in titolo, il cui iter subirebbe un rallentamento nel caso in cui fossero apportate delle modifiche dalla Camera, poiché sarebbe necessaria una nuova lettura presso l’altro ramo del Parlamento, ciò che determinerebbe un ulteriore aggravamento della situazione di infrazione già aperta dalla Commissione europea in quanto la direttiva avrebbe dovuto essere attuata dal novembre 2012;

   considerata, altresì, la necessità per cui il Governo, in sede di attuazione della delega, con riferimento ai richiamati punti problematici dell’articolo 13, si attenga comunque alla esigenza espressa al comma 2 dell’articolo 13, di conformarsi alla normativa europea nell’applicazione dei principi e criteri direttivi di cui al comma 1 della medesima disposizione, nonché alle indicazioni che la Commissione intende rivolgergli attraverso l’adozione di appositi atti di indirizzo;

   esaminate, inoltre, le altre parti del disegno di legge in titolo afferenti alla competenza della XII Commissione: in particolare, tra le direttive incluse nell’Allegato B, quelle concernenti, rispettivamente, l’assistenza sanitaria transfrontaliera; le modifiche al codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, al fine di impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale; la farmacovigilanza; il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro; le norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai Paesi terzi di pollame e uova da cova,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

  facendo salva l’esigenza di prevedere che, in sede di attuazione della delega di cui all’articolo 13 del disegno di legge in titolo, il Governo si attenga alla disposizione di cui al comma 2 dello stesso articolo, ovvero all’obbligo di conformarsi alla normativa europea nell’applicazione dei principi e criteri direttivi di cui al comma 1 del medesimo articolo 13.

 

Analoga procedura è stata seguita per la legge europea 2013, sulla quale la Commissione doveva predisporre una relazione da inviare alla Commissione politiche dell’unione europea.

Anna Margherita Miotto ha stilato una relazione che tiene conto di due proposte di correzione presentate dal Movimento 5 Stelle e che la Commissione ha approvato. Questo è il testo:

La XII Commissione (Affari sociali), 
   esaminato, per le parti di propria competenza, il disegno di legge europea 2013 (C. 1327 Governo, approvato dal Senato); 
   considerate, in particolare, le disposizioni recate rispettivamente dagli articoli 14 – che opera una revisione delle sanzioni relative alla disciplina in materia di protezione delle galline ovaiole e di registrazione dei relativi stabilimenti di allevamento; 15 – che detta disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento interno alla normativa europea in materia di biocidi; 16 – che reca alcune norme tese a garantire l’applicabilità del regolamento n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo ai prodotti cosmetici; 17 – che modifica il decreto legislativo n. 109 del 1992, recante la disciplina nazionale in tema di etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari, al fine di evitare incertezze da parte degli operatori sull’obbligo di indicare in etichetta la presenza di allergeni alimentari,

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

con la seguente osservazione:
   valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere, al comma 5 del suddetto articolo 16, un termine per la emanazione del decreto del Ministro della salute ivi previsto, nonché la esclusione della sperimentazione e l’importazione di materie prime testate su animali.

 

E’ stato poi approvato il parere sulla Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea relativa all’anno 2012. Si tratta di un parere favorevole con osservazione, relativa all’auspicio che la prossima relazione del Governo possa corrispondere a un criterio di maggiore omogeneità riguardo alle posizioni assunte dall’Italia sui singoli provvedimenti che sono di competenza della Commissione affari sociali. Questo è il testo del parere:

La XII Commissione (Affari sociali),

   esaminata, per la parte di propria competenza, la Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea relativa all’anno 2012 (Doc. LXXXVII, n. 1);

   preso atto, in particolare, del ruolo assunto dall’Italia nell’ambito dei lavori per la definizione della proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, nonché la partecipazione ai lavori del gruppo istituito dalla Commissione ai sensi dell’articolo 14 della direttiva 2011/24/UE, concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera;

   rilevato, altresì, il contributo fornito dal Ministero della salute ai fini dell’elaborazione della nuova normativa sui dispositivi medici;

   preso atto, con riferimento al settore dell’igiene, sicurezza degli alimenti e nutrizione, della posizione assunta dall’Italia in merito alla controversa questione concernente la modifica del regolamento (CE) n. 854/2004 concernente la revisione dell’ispezione delle carni;

   considerato, inoltre, l’impegno del Governo a seguire con attenzione l’attuazione della iniziativa-faro «Una piattaforma europea contro la povertà e l’emarginazione», lanciata dalla Commissione europea nell’ambito della Strategia Europa 2020, l’impegno profuso per la promozione degli obiettivi dell’anno, sul piano sia nazionale che europeo, con riferimento alla celebrazione dell’Anno europeo 2012 dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni, nonché il ruolo assunto dall’Italia sul fronte delle politiche antidroga, soprattutto per quanto concerne il contributo alla realizzazione della nuova Strategia Europea 2013-2020;

   rilevata, in generale, una certa difformità per quanto concerne la trattazione dei diversi temi afferenti ai capitoli della salute e delle politiche sociali, nel senso che in determinati casi emerge chiaramente la posizione assunta dal Governo italiano mentre in altri la suddetta relazione si limita a elencare l’attività svolta nell’ambito dei vari comitati e gruppi di lavoro attivi presso le istituzioni europee,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:

   nell’ambito delle materie afferenti la competenza della Commissione affari sociali, si valuti l’opportunità di utilizzare criteri di maggiore omogeneità, in sede di predisposizione della futura relazione, dando conto delle precise posizioni assunte dal Governo italiano sui singoli provvedimenti oggetto di discussione presso le istituzioni europee.

 

Conclusa la fase relativa alle proposte in materia comunitaria, la Commissione ha dato inizio alla discussione degli altri punti.

 

Legge contro l’omofobia

Il punto è stato rinviato a domani poiché la relatrice, Dorina Bianchi, era impossibilitata a partecipare alla seduta. 

Domani si procederà sia alla discussione che all’espressione del parere per la Commissione giustizia poiché, come ha spiegato il presidente Pierpaolo Vargiu, «sulla base del testo licenziato dalla Commissione di merito, le competenze della Commissione affari sociali paiono estremamente limitate».

 

Ratifica della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro

La Commissione deve esprimere un parere alle Commissioni lavoro e affari esteri sulle parti di competenza della proposta di legge che prevede la ratifica della Convenzione dell’Oil, Organizzazione internazionale del lavoro, sul lavoro marittimo, adottata a Ginevra il 23 febbraio 2006.

La relatrice, Giulia Grillo (M5S), ha spiegato che la convenzione «ha l’obiettivo di promuovere condizioni di vita e di lavoro più dignitose per la gente di mare, oltre che condizioni più eque di concorrenza per gli operatori e i proprietari delle navi». Nel merito la ratifica della convenzione impone l’adeguamento delle disposizioni del Codice della navigazione, che fanno riferimento al contesto socio-economico del 1942 e che risultano in contrasto con il portato dei principi giuridici attuali.

Di competenza della Commissione affari sociali è l’articolo 5 della proposta, che si occupa dell’idoneità fisica dei lavoratori marittimi. 

Attualmente il certificato medico attestante l’idoneità dei marittimi a lavorare a bordo delle navi ha sempre durata di due anni, la nuova disposizione, invece, al comma 1, mantiene il termine di due anni per i maggiorenni, ma lo riduce a un anno per i marittimi che hanno meno di diciotto anni. Sarà un decreto del Ministro della salute, di concerto con quello delle infrastrutture e dei trasporti, a prevedere di un periodo di validità più breve, anche in considerazione delle specifiche mansioni svolte dal marittimo. Un analogo decreto disciplinerà i casi nei quali per motivi di urgenza, o se la validità del certificato scade durante un viaggio, il marittimo può essere autorizzato a lavorare sulla base di un certificato provvisorio valido fino al porto di scalo successivo, e comunque non superiore a tre mesi. Non è chiaro, però, ha spiegato la relatrice, chi debba emettere il certificato provvisorio in caso di assenza di un medico a bordo.

Il comma 2 stabilisce che le navi passeggeri che effettuano navigazione internazionale breve e lunga e che trasportano più di 100 persone, devono avere a bordo un medico qualificato responsabile dell’assistenza sanitaria.

La Convenzione entrerà in vigore il 20 agosto prossimo, quindi l’iter parlamentare va concluso in tempo utile per consentire la ratifica. Anche perché, entro il 20 agosto, gli armatori italiani potranno ottenere dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le certificazioni che attestano  la conformità delle loro navi ai requisiti posti dalla normativa internazionale in tema di sicurezza e di condizioni di lavoro a bordo. Il settore degli armatori e i lavoratori marittimi, quindi, rischiano di subire gli effetti negativi di un eventuale ritardo nella ratifica.

Proprio per i tempi strettissimi, la Commissione ha deciso di sospendere temporaneamente la seduta per consentire alla relatrice di preparare una proposta di parere, che è stata poi approvata dalla Commissione. Questo è il testo:

La XII Commissione,

   esaminato per le parti di competenza, il disegno di legge C. 1328 Governo, approvato dal Senato, recante «Ratifica ed esecuzione della Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) n. 186 sul lavoro marittimo, con Allegati, adottata a Ginevra il 23 febbraio 2006 nel corso della 94ma sessione della Conferenza generale dell’OIL, nonché norme di adeguamento interno»,

  esprime:

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:

   all’articolo 5, comma 1, valutino le Commissioni di merito l’opportunità o di chiarire chi debba rilasciare – in caso di assenza a bordo di un medico – il certificato provvisorio previsto dalla norma, oppure – analogamente a quanto stabilisce la normativa attualmente vigente – di prevedere che, se il periodo di validità del certificato scade in corso di viaggio, il certificato resti valido fino al primo porto di scalo successivo.

 

Rapporto di performance per l’anno 2012 del Ministero della salute

Dopo la discussione, avvenuta nelle due precedenti sedute, la Commissione ha approvato la relazione preparata dal relatore Giovanni Monchiero (Scelta Civica) sull’attività del Ministero della salute nel corso dell’anno 2012. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto poiché il rapporto si riferisce a un anno nel quale il movimento non era presente in Parlamento.

Questa è la relazione approvata:

La XII Commissione Affari sociali,

   esaminato il rapporto di performance per l’anno 2012 (Doc CLXIV n. 2) in adempimento a quanto disposto dall’articolo 3, comma 68 della legge n. 244 del 2007;

   preso atto che il rapporto di performance ha l’obiettivo di fornire una rappresentazione dei risultati realizzati dal Ministero della salute nel corso del 2012, e costituisce premessa imprescindibile per migliorare la qualità dei servizi offerti e consentire al contempo di garantire la massima trasparenza dei risultati e delle risorse impiegate per la loro realizzazione;

   considerato che il documento, predisposto dall’Organismo Indipendente di Valutazione dà conto degli elementi informativi e di valutazione individuati con apposita direttiva emanata dal Ministro per l’attuazione del programma di Governo, con particolare riguardo sia ai risultati conseguiti dall’amministrazione nel perseguimento delle priorità politiche individuate dal Ministro, sia al grado di realizzazione degli obiettivi di miglioramento, in relazione alle risorse assegnate;

   atteso che l’organismo valutatore ha giudicato positivamente gli obiettivi assegnati ai Centri di Responsabilità e alle strutture operative partendo dalle priorità politiche definite con atto di indirizzo del Ministro della Salute e declinate in obiettivi strategici e operativi,

   ritenuti complessivamente positivi i risultati esposti nella Tavola 3 in cui si espone la distribuzione del personale del Ministero della salute e si individua una riduzione di 75 unità, pari al 3,4 per cento, in linea con gli obiettivi di finanza pubblica;

   rilevato, tuttavia che le tecniche di assegnazione degli obiettivi e di valutazione della perfomance, adottate nel dare applicazione alla legge 244/2007, risentono della difficoltà di misurare concretamente l’efficienza e l’efficacia dell’azione degli uffici ministeriali, e che la definizione degli obiettivi non è sempre coerente con la priorità politica individuata dal Ministro;

   preso atto dei rilievi formulati dall’Organismo indipendente di valutazione in merito alla significatività degli indicatori nel paragrafo 6 della Relazione;

   considerato che il rapporto evidenzia lacune, difficoltà nell’applicazione delle norme e criticità che condurrebbero anche ad anomalie contabili;

   ritenuto opportuno formulare delle osservazioni finalizzate ad evidenziare al Ministero tali criticità e a concorrere al miglioramento del meccanismo di rilevazione della performance, e all’implementazione di tecniche gestionali che ne facilitino l’applicazione;

DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE

  con le seguenti osservazioni:

   1) il meccanismo di assegnazione degli obiettivi deve essere affinato in modo da garantire la coerenza tra le priorità politiche individuate dal Ministro e gli obiettivi operativi assegnati alle singole strutture e da abbracciare un numero di funzioni più ampio, al fine di consentire una migliore valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione degli Uffici del Ministero;

   2) pur comprendendo le difficoltà della pubblica amministrazione nel dare attuazione a politiche di contenimento della spesa molto severe, si richiama l’attenzione dell’Amministrazione sulla dichiarazione che si sarebbero costituiti debiti fuori bilancio;

   3) sulle difficoltà incontrate e sulle lacune tecniche degli strumenti di gestione attualmente in atto, la Commissione XII ritiene che l’implementazione di un sistema di controllo di gestione, fondato su una attendibile contabilità analitica, potrebbe anche ritenersi non indispensabile nel valutare l’attività di un Ministero, ma se si sceglie di utilizzare questo strumento non è accettabile – anche in considerazione della scarsità numerica dei fattori produttivi impiegati – che la sua effettiva attivazione si protragga per anni;

   4) per quanto concerne il punto 6.1 della Relazione è necessario evidenziare che la difficoltà nel costruire e applicare una corretta metodologia di valutazione non può essere giustificata dal fatto che, come osserva l’Organismo Indipendente: «le strutture ministeriali avversano l’impiego delle stesse misure come indicatori da collegare agli obiettivi strategici della Direttiva generale per l’attività amministrativa e la gestione, dal momento che il mancato raggiungimento dei risultati previsti avrebbe conseguenze sulla valutazione individuale del personale ai diversi livelli.». L’Amministrazione competente è invitata ad adottare gli opportuni provvedimenti per ottenere, da parte del personale dirigente, una maggiore adesione allo strumento di valutazione della performance.

 

Indennizzi per la sindrome da talidomide

La discussione sulle proposte di legge che prevedono l’estensione dell’arco temporale per il quale ammettere il riconoscimento dell’indennizzo è proseguita con l’intervento del deputato Andrea Cecconi (M5S), per il quale «ha un senso prevedere, ai fini dell’indennizzo in favore dei soggetti danneggiati da talidomide, l’estensione anche ai nati un anno prima di quello attualmente previsto dalla legislazione vigente, essendo plausibile che qualcuno lo abbia acquistato all’estero, non ha altrettanto senso includere anche un anno dopo».

Il punto è stato rinviato a una prossima seduta.

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