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Epifani: «Questo non è un Paese per le donne»

Epifani: «Questo non è un Paese per le donne»

«Confermare la Conferenza nazionale delle Democratiche, in questo momento politico è stato molto utile», ha commentato Guglielmo Epifani nel suo intervento alla manifestazione delle donne del Partito Democratico, a Roma.

«Condivido appieno il taglio e le proposte della relazione introduttiva di Roberta Agostini e per questo vorrei fare tre osservazioni. La prima è la più problematica e concerne il rapporto tra crisi e donne. Non possiamo solo limitarci ai dati materiali – ha osservato – ma dobbiamo analizzare il fenomeno anche in chiave culturale, cosa che richiede un supplemento di analisi. Le donne oggi stanno dimostrando doti di coraggio e responsabilità, ma il peso della condizione della donna è sempre più grande. Questa crisi sta dividendo in profondità il Paese, ed è tale per cui c’è chi è avanti e chi no, chi perde tutto e chi nulla. Da questo punto di vista, si evince che una crisi come questa, riduce gli spazi di libertà delle persone e proprio qui si inserisce il tema del femminicidio. La vicenda degli attacchi indegni al ministro Kyenge, ad esempio, dimostra quanto negativo sia ridurre gli spazi di libertà. Anche gli stupri che si sono consumati a Istanbul e al Cairo, dicono che la sicurezza delle donne è il metro della democrazia di un Paese. Abbiamo ottenuto degli importanti risultati – ha ribadito Epifani – come l’approvazione della Convenzione di Istanbul, contro la violenza sulle donne, anche il lavoro in questo senso è appena cominciato e non può fermarsi.

La seconda osservazione che mi sento di fare, riguarda il rapporto tra donne e lavoro. La trappola sulle donne riguarda ad esempio il sistema delle pensioni, bisognerebbe rivedere la parificazione dell’età pensionabile di uomini e donne, in quanto con la scusa dell’uguaglianza sta operando una discriminazione. Per anni – ha ribadito Epifani – si è fatto finta di non sapere che le donne sono discriminate in Italia, per il carico di cura, per la maternità, che invece di essere una funzione sociale riconosciuta e sostenuta è un fattore di discriminazione, dal ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro, alla precarietà della contrattazione e al diritto di maternità non sempre garantito. 

Noi abbiamo bisogno di avere politiche intelligenti come quelle di altri Paesi europei, prendiamo uno a modello e seguiamolo, perchè questo non è un Paese vecchi, ma non è neanche un Paese per le donne».

Il terzo ed ultimo punto che ha affrontato Epifani, riguarda il Congresso. «Su questa linea dobbiamo pretendere con più forza un contributo dalle donne, che però deve essere generale, non di una parte, perchè voi donne non siete solo “una parte”, ma il tutto. E’ vero che finalmente abbiamo tante presenze femminili al governo e in altre istituzioni, grazie alla doppia preferenza di genere, ma ricordiamoci che su 18 Sindaci delle grande città,16 sono del PD, noi governiamo quasi tutte le città italiane, ma le donne non si vedono».

Epifani ha concluso ribadendo «che non bisogna tornare indietro da questo percorso, in quanto le donne rappresentano davvero una grande risorsa che va messa a servizio della comunità nazionale».

(fonte: partitodemocratico.it)

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