I lavori della Camera in diretta

Parere favorevole al decreto del fare

Parere favorevole al decreto del fare

La Commissione affari sociali ha concluso oggi l’esame, in sede consultiva, del disegno di legge di conversione del “decreto del fare”. Dopo la presentazione del provvedimento nelle parti di competenza della commissione da parte del relatore, Federico Gelli (Pd), avvenuta nella scorsa seduta, oggi si è svolta la discussione, durante la quale è stata valutata anche la proposta di parere predisposta dal relatore, alla quale si è deciso di apportare alcune modifiche, in base alle considerazioni e alle proposte dei vari gruppi emerse durante il dibattito.

Questo è il testo che è stato approvato dalla commissione con il voto contrario di Sel e M5S:

La XII Commissione,

   esaminato per le parti di competenza, il disegno di legge C. 1248 Governo, recante «Conversione in legge del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia»,

   considerato che, tra le norme che incidono su materie di competenza della XII Commissione, particolare rilievo assume l’articolo 17 sul Fascicolo sanitario elettronico e che tale articolo prevede che l’Agenzia per l’Italia digitale curi la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura centrale per il FSE, ma senza il coinvolgimento del Consiglio nazionale delle ricerche, che appare invece opportuno avendo di recente svolto importanti lavori in questo settore; appare inoltre necessario che nella progettazione e nella realizzazione della infrastruttura centrale siano coinvolte anche le regioni, atteso che già 12 regioni hanno già approntato propri Fascicoli sanitario elettronici regionali;

   rilevato che gli articoli 32 e 35, incidendo su norme del D.Lgs. n. 81 del 2008, determinano una significativo abbassamento del livello di tutela della salute e della sicurezza del lavoratore sul luogo di lavoro;

   ritenuto opportuno, all’articolo 42, estendere l’elenco delle certificazioni sanitarie ormai desuete, anche al fine di evitare duplicazioni con altri certificati e di tenere in considerazione la normativa già adottata dalle regioni in materia,

   considerato altresì opportuno, in riferimento all’articolo 43, che le informazioni in materia di dichiarazioni di volontà per la donazione di organi e tessuti siano inserite anche nel FSE

  esprime:

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti condizioni:

   1) all’articolo 17, comma 1, la lettera c) sia sostituita con la seguente:

   c) al comma 15, dopo le parole «dei servizi da queste erogate» sono inserite le seguenti: «ovvero partecipare alla definizione, realizzazione ed utilizzo dell’infrastruttura nazionale per il FSE, conforme ai criteri stabiliti dal decreto di cui al comma 7, resa disponibile dall’Agenzia per l’Italia digitale»;

   2) all’articolo 17, al comma 1, lettera d), il capoverso 15-ter sia sostituito con il seguente:

  15-ter. L’Agenzia per l’Italia digitale, in accordo con il Consiglio nazionale delle ricerche, avvia un progetto finalizzato sul Fascicolo sanitario elettronico per la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura nazionale per il FSE di cui al comma 15 secondo modalità e procedure idonee a favorire il coinvolgimento delle imprese private in una logica di sviluppo anche occupazionale e attraverso il coinvolgimento delle regioni che intendono avvalersi dei risultati di detto progetto e che abbiano un proprio piano operativo di realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico, avvalendosi eventualmente anche della società di gestione di cui al comma 15 dell’articolo 83 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per gli aspetti relativi al monitoraggio e la individuazione delle azioni per la riduzione della spesa;

   3) al comma 1, lettera d), il paragrafo 15-quinquies sia sostituito con il seguente:

  15-quinquies. Per il progetto finalizzato FSE di cui al comma 15-ter, con obiettivo di giungere a risultato entro il 31/12/2015, è autorizzata una spesa non superiore ai 10 milioni di euro per il 2014 e ai 5 milioni a decorrere dal 2015, da definirsi su base annua con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze su proposta dell’Agenzia per l’Italia digitale.»

  4) all’articolo 42 sia ampliato l’elenco dei certificati da abrogare con i seguenti:

   libretto idoneità sanitaria per alimentaristi, di cui all’articolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 26.03.1980, n. 237;

   certificato idoneità psicofisica del responsabile tecnico per la revisione di autoveicoli, di cui al D.Lgs. 30.04.1992, n. 285, Nuovo codice della strada e decreto del Presidente della Repubblica 14.12.1992, n. 495, Regolamento di esecuzione del nuovo codice della strada;

   certificazione per esercizio professione guardia giurata di cui al R.D. 18.06.1931, n. 773 (T.U.L.P.S.);

   certificato idoneità psico-fisica alla conduzione di generatori a vapore, di cui all’articolo 3, comma 4, lettera b), del decreto del Ministero del lavoro e previdenza sociale del 1o marzo 1974;

   certificato per ammissione a soggiorni di vacanza per i minori, quali colonie marine e centri estivi previsto dalle circolari del Ministero della sanità 24.06.1992, n. 25, e 20.04.2000, n. 6;

   certificato di vaccinazione per ammissione in scuole pubbliche, di cui all’articolo 2, commi 3 e 4 della legge 27 maggio 1991, n. 165, per l’epatite B, all’articolo 3-bis della legge 5 marzo 1963, n. 292, per la vaccinazione antitetanica, all’articolo 4 della legge 4 febbraio 1966, n. 51, per l’antipolio e all’articolo 3 della legge 6 giugno 1939, n. 891 per l’antidifterica; conseguentemente dovranno essere abrogate le norme che prevedono l’irrogazione di sanzione amministrativa per i contravventori all’obbligo di legge delle predette vaccinazioni (Articolo 3 della Legge del 4 febbraio 1966, n. 51, Articolo 3 della Legge del 20 marzo 1968, n. 419, recante modifiche alla Legge del 5 marzo 1963, n.292 e Articolo 7 comma 2 della Legge del 27 maggio 1991, n. 165;

   5) dopo l’articolo 42 sia aggiunto il seguente:

  Art. 42.bis. – All’articolo 7 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute», convertito con modificazioni dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, il comma 11 sia sostituito dal seguente:

  11. Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva il ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministro delegato al turismo e allo sport, dispone linee guida per la dotazione di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita da parte dei proprietari delle strutture e dei luoghi dove si svolge attività sportiva organizzata per il livello di formazione adeguata all’impiego dei suddetti dispositivi da parte dei gestori delle strutture o degli organizzatori delle attività;

   6) all’articolo 43, dopo il comma 1, sia inserito il seguente:

  1-bis: «Il consenso o il diniego alla donazione degli organi confluisce nel Fascicolo sanitario elettronico di cui all’articolo 12 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni»;

  e con la seguente osservazione:

   valutino le Commissioni di merito l’opportunità di modificare gli articoli 32 e 35 al fine di non ridurre significativamente le misure di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

 

Indennizzi per la sindrome da talidomide

Nel pomeriggio, invece, dopo l’audizione della ministra Lorenzin, la Commissione ha iniziato la discussione delle proposte di legge che chiedono l’estensione della platea dei beneficiari dell’indennizzo per i danni provocati dalla sindrome da talidomide.

Il relatore Benedetto Francesco Fucci (Pdl), dopo una ricostruzione storica delle vicende che portarono alla commercializzazione prima, al ritiro e al processo dei produttori del farmaco dopo (in Italia approdò nel 1959 e venne prodotto da diverse aziende farmaceutiche con i marchi Imidene, Redimine e, nel 1960, Profarmil, Quietoplex, Contergan ed altri), ha ricordato che nell’attuale legislazione italiana «l’articolo 2, comma 363, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria 2008), ha esteso ai soggetti affetti da sindrome da talidomide il beneficio dell’indennizzo già spettante alle persone che abbiano riportato una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica a causa di vaccinazioni obbligatorie, di cui all’articolo 1 della legge n. 229 del 2005. Il beneficio previsto dalla legge finanziaria 2008 è stato poi di fatto concretizzato dall’articolo 31 del decreto-legge n. 207 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla n. 14 del 2009, che, con riferimento ai soggetti affetti da sindrome da talidomide, recita: “L’indennizzo (…) si intende riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della micromelia nati negli anni dal 1959 al 1965”. Tale norma ha assunto un carattere decisamente innovativo in quanto, dopo una battaglia portata avanti per tanti anni da parte dei soggetti danneggiati e dei loro familiari, cessa di vincolare la richiesta di indennizzo all’obbligo – praticamente impossibile dopo tanti decenni – di produrre una documentazione scritta che dimostri l’assunzione del farmaco da parte delle madri dei soggetti affetti da sindrome da talidomide.

  In attuazione della predetta disposizione è stato emanato il decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n. 163, che ha previsto il riconoscimento e la corresponsione di un indennizzo corrisposto mensilmente, per metà al soggetto danneggiato e per l’altra metà ai congiunti che prestano o abbiano prestato allo stesso assistenza continuativa. Infine lo stesso Ministero, con circolare n. 31 del 5 novembre 2009, ha provveduto a pubblicare le linee guida per l’istruttoria delle domande di indennizzo dei soggetti affetti dalla predetta “Sindrome da Talidomide”».

Le proposte di legge all’esame della commissione chiedono di estendere il diritto all’indennizzo a coloro che, affetti dalla sindrome, sono nati poco prima o poco dopo gli anni compresi tra il 1959 e il 1965 e a quanti presentano malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide. Due di queste proposte (Fucci e Piazzoni) ampliano l’arco temporale di un anno, sia in ingresso che in uscita, quindi estendono il diritto all’indennizzo agli anni compresi tra il 1958 e il 1966; la terza proposta (Miotto), invece, prevede un ampliamento di due anni, quindi fa riferimento al 1957 e al 1967 come termini del periodo per il quale riconoscere l’indennizzo.

Il relatore Fucci ha anche avvertito la commissione di intervenire sulle proposte di legge con gli emendamenti perché, «a seguito di un’istruttoria tecnica compiuta di recente, è emerso come il sistema degli indennizzi in vigore sia tale da consentire già oggi che eventuali casi nati successivamente al 1965 non siano dovuti a sindrome di talidomide, tenendo inoltre presente che la normativa in vigore copre già i nati nei tre anni successivi al 1962, quando materialmente il «Contergan» fu ritirato dal commercio in Italia, mentre all’estero analoghe leggi coprono in media solo i sei mesi successivi. Il che fa ritenere opportuna una rivisitazione dell’impianto della proposta di legge nel senso di mantenere solo l’inclusione dei possibili e in ogni caso limitati casi di talidomidici nati prima del 1959».

L’esame del provvedimento è stato sospeso e rinviato ad altra seduta.

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