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Indennizzi per la sindrome da talidomide

Indennizzi per la sindrome da talidomide

La Commissione affari sociali si riunisce oggi alle 14 per discutere di tre proposte di legge che riguardano gli indennizzi in favore delle persone affette da sindrome da talidomide.

La talidomide è un farmaco che fu venduto negli anni 1950 e 1960 come sedativo, specialmente alle donne in gravidanza. Venne ritirato dal commercio alla fine del 1961, perché, per effetto della talidomide, erano nati migliaia di bambini colpiti da mancato sviluppo degli arti (focomelia) o da altre gravissime deformità: 6.000 nella Germania occidentale, 400 in Gran Bretagna, 100 in Svezia e altri ancora, per un totale compreso, secondo alcune stime, tra 8.000 e 10.000 casi.

Nel 1962 il Ministero della sanità italiano ha ordinato il divieto del commercio e il ritiro dal mercato nazionale dei prodotti contenenti talidomide in circolazione, con un ritardo di sei mesi rispetto ai provvedimenti adottati dai competenti Ministeri europei. Negli altri Paesi europei le famiglie colpite dalla sindrome da talidomide sono state risarcite dalla casa farmaceutica. Fanno eccezione l’Italia e la Spagna. Da noi si stima che le vittime siano tra le seicento e le settecento, nonostante un censimento ufficiale non sia ancora stato fatto.

Il decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, all’articolo 3 prevede:

1. Al fine di assicurare la indispensabile assistenza ai soggetti affetti da sindrome da talidomide, determinata dalla somministrazione dell’omonimo farmaco, nelle forme dell’amelia, emimelia, focomelia e macromelia, tale sindrome è inserita tra le patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa per le correlate prestazioni sanitarie, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124.

2. In attuazione di quanto previsto dal comma 1, il Ministro della salute provvede, con proprio decreto, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ad inserire la sindrome da talidomide tra le malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa, individuate dal regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 28 maggio 1999, n. 329, e successive modificazioni.

La norma, quindi, non va oltre il riconoscimento delle vittime della sindrome da talidomide e, nel concreto, non ha dato adeguate risposte al problema.

La legge n. 244 del 2007, all’articolo 2, commi da 361 a 364, che associa le vittime della sindrome da talidomide ai soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, prevede anche per le vittime della sindrome da talidomide, nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della macromelia, il riconoscimento dell’indennizzo di cui all’articolo 1 della legge 29 ottobre 2005, n. 229.

L’articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, dispone che l’indennizzo è riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nati dal 1959 al 1965. Tuttavia alcune richieste di indennizzo presentate, per le gravi malformazioni causate dalla talidomide, da soggetti nati a maggio 1958 sono state respinte.

Le tre proposte di legge all’esame della Commissione si occupano della questione degli indennizzi.

La proposta Fucci prevede, in un unico articolo, che:

Art. 1.

1. Il comma 1-bis dell’articolo 31 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, è sostituito dal seguente:

«1-bis. L’indennizzo di cui all’articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si intende riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della micromelia nati negli anni dal 1958 al 1966. I soggetti che hanno malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide possono comunque chiedere di essere sottoposti a visita medica per accertare l’eventuale nesso di causalità e, in caso di riscontro positivo, per avere diritto all’indennizzo di cui al primo periodo».

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio regolamento, il Ministro della salute apporta le necessarie modifiche, facendo salvi gli indennizzi già erogati e le procedure in corso, al regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 2 ottobre 2009, n. 163.

La proposta Piazzoni e altri , anche questa formata da un solo articolo, chiede che:

Art. 1.

1. Il comma 1-bis dell’articolo 31 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, è sostituito dal seguente:

«1-bis. L’indennizzo di cui all’articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si intende riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della macromelia nati negli anni dal 1958 al 1966. L’indennizzo è altresì riconosciuto ai soggetti nati prima del 1958 o dopo il 1966, i quali presentano malformazioni compatibili con la sindrome da talidomide, qualora ne sia accertato il nesso di causalità con l’assunzione del farmaco. A tale fine, essi possono chiedere di essere sottoposti a visita presso la competente Commissione medica ospedaliera, di cui agli articoli 192 e seguenti del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni».

La proposta Miotto e altri, infine, contiene questo testo:

Art. 1.

1. Il comma 1-bis dell’articolo 31 del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, è sostituito dal seguente:

«1-bis. L’indennizzo di cui all’articolo 2, comma 363, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si intende riconosciuto ai soggetti affetti da sindrome da talidomide nelle forme dell’amelia, dell’emimelia, della focomelia e della macromelia nati negli anni dal 1957 al 1966».

Subito dopo, la Commissione discuterà della proposta di legge Fucci su “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario” e, in sede consultiva, della conversione del decreto del fare.

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