Conversione del Decreto del fare, la presentazione del relatore

Conversione del Decreto del fare, la presentazione del relatore

La Commissione affari sociali concluderà entro questa settimana l’analisi del disegno di legge di conversione del “decreto del fare” ed esprimerà il parere sulle parti di competenza, richiesto dalle Commissioni affari costituzionali e bilancio.
Oggi il relatore del provvedimento in commissione, Federico Gelli (Pd), ha illustrato il contenuto delle principali disposizioni che rientrano nelle competenze della Commissione affari sociali.

L’articolo 17, relativo al Fascicolo sanitario elettronico (FSE), stabilisce termini temporali certi per l’utilizzo del FSE su tutto il territorio nazionale.
Attualmente, il Fascicolo risulta realizzato in cinque tra regioni e province autonome (Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna), è in fase di sperimentazione in sette regioni (Piemonte, Liguria, Marche, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata), mentre risulta ancora in corso di realizzazione in Friuli Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.
Il numero di fascicoli attivi, cioè i fascicoli dei cittadini che hanno fornito il consenso alla gestione dei loro dati sanitari, è complessivamente ancora abbastanza basso.
L’articolo 17 del “decreto del fare” individua nel 31 dicembre 2014 il termine entro cui utilizzare il fascicolo in tutta Italia, ma già entro il 31 dicembre 2013 regioni e province autonome sono tenute a presentare all’Agenzia per l’Italia digitale i piani di progetto per la sua realizzazione.
In base ai piani presentati, l’Agenzia per l’Italia digitale curerà la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura centrale per il FSE.
L’articolo 17 aggiunge anche la possibilità, per regioni e province autonome, di utilizzare l’infrastruttura centrale per il FSE fruibile, in modalità cloud computing.
Gelli ha ricordato che il FSE corrisponde ad analoghi strumenti introdotti in diversi paesi europei e che deve raccogliere tutti gli eventi e dati sanitari garantendo la circolarità delle informazioni all’interno del sistema sanitario nazionale e che i dati sono anonimi e possono essere utilizzati a fini di monitoraggio, controllo amministrativo e di ricerca clinica. Secondo il Garante della privacy i dati sanitari devono rimanere nella responsabilità e sotto il controllo della azienda sanitaria locale che ha in cura il paziente e, pertanto, il FSE regionale non deve essere un ulteriore contenitore ma solo una «struttura di indici» che consente il recupero dei dati di una persona per fini di cura.
Secondo Gelli, l’articolo potrebbe essere migliorato anche attraverso la presentazione di emendamenti che valorizzino i risultati raggiunti negli ultimi anni dal Consiglio nazionale delle ricerche.
Un altro elemento di perplessità è rappresentato dal riferimento al cloud computing quale modalità di realizzazione del sistema centrale per il FSE. Per Gelli, si dovrebbe promuovere una «soluzione paese» che abbia al centro «la persona e le sue volontà in ordine alla conoscibilità dei propri dati ed informazioni e non calcolatori di questa o altre società pubbliche».

L’articolo 42 semplifica alcune procedure relative alle certificazioni e alle autorizzazioni sanitarie.
In particolare, vengono cancellati alcuni certificati attestanti l’idoneità psico-fisica al lavoro. Il comma 2 sopprime l’obbligo, per il titolare, di esibire tanti certificati medici quanti sono i dipendenti di un esercizio farmaceutico. 
Il comma 3 annulla l’obbligo della certificazione attestante l’idoneità psico-fisica per l’esecuzione di operazioni relative all’impiego di gas.
Il comma 4 abroga le disposizioni relative all’obbligatorietà del certificato per la vendita dei generi di monopolio. Ai sensi del successivo comma 5, non è più richiesta alcuna certificazione relativa all’idoneità fisica per essere ammesso a svolgere il Servizio civile. In base al comma 6, non è più richiesto il requisito dell’idoneità fisica e psichica per le nomine del giudice di pace e dei giudici onorari aggregati. Infine, il comma 7 abroga la legge 1239/1939, recante «Istituzione di una tessera sanitaria per le persone addette ai lavori domestici».
Gelli ritiene che nel parere la Commissione possa inserire osservazioni o condizioni per ampliare l’elenco dei certificati da abrogate, comprendendovi: libretto idoneità sanitaria per alimentaristi; certificato idoneità psicofisica del responsabile tecnico per la revisione di autoveicoli; certificazione per l’esercizio della professione di guardia giurata; certificato idoneità psico-fisica alla conduzione di generatori a vapore; certificato per ammissione a soggiorni di vacanza per i minori, quali colonie marine e centri estivi; certificato di vaccinazione per ammissione in scuole pubbliche (epatite B, vaccinazione antitetanica, antipolio e antidifterica); certificato di idoneità a svolgere la mansione di fochino); certificato idoneità alla conduzione di impianti di risalita; inoltre, tra i certificati previsti dal regolamento di polizia mortuaria, andrebbero abrogate le seguenti certificazioni e previsioni normative: certificazione dello stato delle condizioni igieniche dei carri funebri e dell’autorimessa per i carri funebri; il trattamento antiputrefattivo, da mantenere solo nel caso di trasporto dei cadaveri in paesi esteri; l’obbligo di autenticazione della firma del coordinatore sanitario del certificato di esclusione di reato ai fini dell’autorizzazione alla cremazione; l’obbligo di assistenza alle operazioni di esumazione ed estumulazione da parte del coordinatore sanitario; il parere del coordinatore sanitario per i progetti di costruzione di sepolture private.

L’articolo 43 vuole ottimizzare la circolazione di informazioni in materia di dichiarazioni di volontà per la donazione di organi e tessuti, affidando ai comuni l’incaricodi trasmettere al Sistema Informativo Trapianti (SIT) i dati, nel caso questi siano stati inseriti nelle carte di identità, relativi al consenso o diniego alla donazione.
Gelli ha proposto che le informazioni in materia di dichiarazioni di volontà per la donazione di organi e tessuti siano inserite anche nel FSE.

L’articolo 44 si occupa del riconoscimento del servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni di altri Stati membri e di semplificazioni per la certificazione di qualità delle materie prime utilizzate per la produzione di medicinali. In particolare, il comma 1 modifica l’articolo 5 del decreto-legge n. 59 del 2008, che obbliga le amministrazioni pubbliche italiane a valutare, ai fini giuridici ed economici, l’esperienza professionale e l’anzianità acquisite da cittadini comunitari nel territorio di altri Stati dell’Unione europea, anche in periodi antecedenti all’adesione del medesimo all’Unione europea, secondo condizioni di parità rispetto a quelle acquisite nell’ambito dell’ordinamento italiano. La modifica fa seguito alla procedura di infrazione 2009/4686. La Commissione europea ha rilevato che la disciplina contrattuale interna relativa alla dirigenza medica e veterinaria viola l’articolo 45 del Trattato sul funzionamento dell’UE e il regolamento CEE 1612/1968, relativi al principio della libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione, in quanto non prevede che i periodi di attività trascorsi dai medici alle dipendenze di un altro Stato membro dell’UE, prima di essere assegnati all’amministrazione sanitaria italiana, siano valutati, in Italia, ai fini del calcolo degli anni di esperienza professionale e di anzianità.

Il comma 3 dell’articolo 44 sospende, fino all’entrata in vigore dei decreti legislativi di recepimento della direttiva 2011/62/UE l’applicazione della disciplina relativa alla certificazione di conformità alle norme di buona fabbricazione dei medicinali per uso umano. Fino alla stessa data le materie prime devono essere corredate di una certificazione di qualità che attesti la conformità alle norme di buona fabbricazione rilasciata dalla persona qualificata responsabile della produzione del medicinale che utilizza le materie prime. Resta la possibilità per l’AIFA di effettuare ispezioni dirette a verificare la conformità delle materie prime alla certificazione resa.

L’articolo 32 prevede numerosi interventi di semplificazione in materia di lavoro. Gli interventi principali riguardano: semplificazioni relative agli adempimenti per quanto riguarda il Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze (DUVRI); individuazione dei settori di attività a basso rischio infortunistico, sulla base di criteri e parametri oggettivi, desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL; corsi di formazione dei soggetti deputati alla sicurezza adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, per evitare duplicazioni; comunicazioni obbligatorie all’organo di vigilanza competente di informazioni relative a nuovi insediamenti produttivi o ampliamenti e ristrutturazioni di quelli esistenti; verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro; semplificazioni di adempimenti connessi alle misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobili; invio telematico di specifiche comunicazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’articolo 35 concerne la semplificazione di prestazioni lavorative di breve durata, con particolare riferimento alle prestazioni che implicano una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento, demandandone l’attuazione ad un apposito decreto del Ministro del lavoro e del Ministro della salute.
Nel merito, secondo Gelli, i due articoli abbassano i livelli di tutela per i lavoratori. Nella proposta di parere che presenterà nella seduta di domani proporrà pertanto la loro espunzione dal testo.

L’articolo 34 introduce la possibilità di trasmissione per via telematica dei certificati medici di gravidanza, parto e interruzione di gravidanza, ai fini dell’erogazione delle prestazioni di maternità. L’obbligo di presentazione del certificato medico di gravidanza, parto e interruzione di gravidanza è ora a carico del medico del SSN che deve trasmetterlo, esclusivamente per via telematica, all’INPS secondo le modalità definite con decreto interministeriale, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge in esame.

 

Dopo il relatore ha parlato il sottosegretario alla Salute, Paolo Fadda, che ha dichiarato che le integrazioni proposte dal relatore al testo degli articoli di competenza del Ministero della salute meritano una seria riflessione, ma le considerazioni avanzate sull’articolo 43 in merito alla opportunità di inserire le informazioni in materia di dichiarazioni di volontà per la donazione di organi e tessuti nel FSE, non appaiono praticabili in quanto il consenso o il diniego alla donazione possono essere sempre modificati dall’interessato. 

Hanno poi preso la parola Andrea Cecconi (M5S), Donata Lenzi (Pd) e Marisa Nicchi (Sel). Cecconi ha fatto notare che la somma messa a disposizione per il Fascicolo sanitario elettronico, pari a 10 milioni di euro per il 2014 e 5 milioni di euro per il 2015, è finalizzata alla sola realizzazione dell’infrastruttura centrale di FSE mentre, a giudizio del suo gruppo, sarebbe più opportuno che tale spesa coprisse anche i costi di gestione futura dell’infrastruttura stessa. Inoltre ha spiegato che, in merito all’articolo 44, la possibilità di vedersi riconosciuto il servizio prestato all’estero non debba valere solo per il personale sanitario ma per tutte le categorie professionali che abbiano avuto una esperienza analoga e che bisognerebbe affrettarsi a recepire la direttiva sull’importazione dei farmaci.

Donata Lenzi si è riservata di intervenire più ampiamente nella seduta di domani. Marisa Nicchi ha espresso le perplessità del suo gruppo per il disposto degli articoli 32 e 35, che allenta le tutele per i lavoratori.

Il dibattito proseguirà domani pomeriggio.

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