Decreto Ilva e ciclo dei rifiuti all’esame dell’Aula

Decreto Ilva e ciclo dei rifiuti all’esame dell’Aula

Aggiornamento, ore 19,50: la Camera ha svolto la discussione generale dei due provvedimenti.

I lavori della Camera di questa settimana iniziano oggi alle 12 con la discussione generale di due provvedimenti: il disegno di legge di conversione del decreto legge 4 giugno 2013, n. 61, che contiene “Disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale” e la proposta di legge Realacci ed altri che chiede l’istituzione di una “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali correlati”.

Il decreto legge n. 61 che la Camera è chiamata a convertire in legge era stato emanato dal Governo per commissariare l’Ilva di Taranto e garantire gli adempimenti per l’ambientalizzazione degli impianti che la proprietà dello stabilimento non aveva realizzato, ma si rivolge a tutti quegli impianti industriali che operano in settori ritenuti essenziali per l’economia nazionale e che dovessero violare norme ambientali. Il provvedimento è stato discusso dalle commissioni ambiente e attività produttive nelle scorse settimane e su di esso anche la commissione affari sociali è stata chiamata a esprimere un parere.

La proposta di legge di istituzione di una commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, presentata da Ermete Realacci e alla quale sono state abbinate altre due proposte analoghe, prevede che l’organismo sia composto da quindici deputati e altrettanti senatori e si occupi di:

«- svolgere indagini per fare luce sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sulle organizzazioni in esse coinvolte;

– individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti all’interno dei territori comunali e provinciali, tra le diverse regioni del Paese e verso altre nazioni;

– individuare le specifiche attività illecite connesse al traffico transfrontaliero dei rifiuti, con particolare riferimento alle indagini tese all’individuazione dei rifiuti, anche pericolosi, in partenza dai porti marittimi con destinazioni estere e, contestualmente, svolgere indagini di concerto con le autorità di inchiesta dei Paesi destinatari dei rifiuti, affinché i beni e i prodotti realizzati a valle di processi di riciclo di materie prime seconde ottenute dai rifiuti, allorché esportati e immessi sul mercato nazionale, rispondano effettivamente alle caratteristiche merceologiche e sanitarie previste dalla normativa nazionale;

– verificare l’eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, anche in riferimento alle modalità di gestione dei servizi di smaltimento da parte degli enti locali e ai relativi sistemi di affidamento;

– verificare l’eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati nel territorio nazionale e alle attività di bonifica, nonché alla gestione dei rifiuti radioattivi;

– verificare la sussistenza di attività illecite relative alla gestione degli impianti di depurazione delle acque nonché alla gestione dello smaltimento dei fanghi e dei reflui;

– verificare la corretta attuazione della normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti pericolosi e della loro puntuale e precisa caratterizzazione e classificazione e svolgere indagini atte ad accertare eventuali attività illecite connesse a tale gestione».

La Commissione riferirà al Parlamento annualmente con relazioni e ogniqualvolta ne ravvisi la necessità, inoltre procederà alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria, ma non potrà adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché alla libertà personale.

Argomenti: