I lavori della Camera in diretta

Convenzioni con associazioni locali per la messa alla prova

La Camera,

premesso che:

– il provvedimento, in esame prevede una delega al Governo per l’introduzione di pene detentive non carcerarie, l’adozione dell’istituto della sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato, nonché una nuova disciplina della sospensione del processo nei confronti degli irreperibili;

– l’istituto è stato già previsto nei sistemi anglosassoni e nella stragrande maggioranza dei paesi europei, nonché nel nostro processo minorile e risponde a un’esigenza sedimentata nella coscienza giuridica. Pur senza essere sprovvisto di una necessaria componente afflittiva, che ne fa salva la funzione punitiva e intimidatrice, esso è connotato anche da un contenuto special-preventivo e risocializzativo, in quanto mira ad un’effettiva riconciliazione, anche riparatoria, con la vittima del reato e con il contesto sociale ed è volto a incidere sull’enorme mole dei procedimenti penali pendenti e si attua attraverso la rinuncia all’esercizio della potestà punitiva da parte dello Stato, condizionata però al «buon esito di un periodo di prova controllata e assistita»;

– i condannati per reati di minore allarme sociale possono così essere sottoposti a un percorso di reinserimento alternativo;

– questo istituto offre agli imputati per reati di minore allarme sociale un percorso di reinserimento alternativo, lavoro di pubblica utilità o attività di volontariato e, al contempo, svolge una funzione deflattiva dei procedimenti penali, in quanto è previsto che l’esito positivo della messa alla prova estingua il reato con sentenza pronunciata dal giudice;

– per tale misura come dispone l’articolo 1, lettera f), è necessario che risulti «disponibile un domicilio idoneo ad assicurare la custodia del condannato»;

– in alcuni casi risulta difficile individuare un domicilio idoneo così come previsto dalla normativa,

impegna il Governo

a valutare la possibilità, nell’esercizio della delega, secondo il criterio direttivo previsto dall’articolo l, lettera f), di considerare eventuali convenzioni ed accordi che ci dovessero essere a livello locale con le associazioni presso le quali il condannato possa scontare la pena detentiva non carceraria.

(Ordine del Giorno 9/00331-A/010 presentato da Elena Carnevali giovedì 4 luglio 2013, seduta n. 46)

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