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Un’analisi della crisi italiana nel dossier di Damiano, Colaninno e Carmassi

Un’analisi della crisi italiana nel dossier di Damiano, Colaninno e Carmassi

Si deve intervenire nell’unico modo possibile sulla crisi: tornare a crescere. Subito. Potenziando i settori e facendo una ‘mappa degli interessi strategici italiani’, dando priorità di intervento perché le cifre indicano ancora oggi una situazione grave.
L’Italia è una grande Paese manufatturiero, il secondo d’Europa, ma si sono persi 20 anni e la crisi ha fatto emergere tutti i drammatici contorni di questo ritardo. Il Pd ha ‘fotografato’ questa situazione nel dossier Italia in crisi, che fa il punto, a maggio 2013, su Cassa integrazione, occupati e settori produttivi.

Il dossier è stato illustrato in una conferenza stampa da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, Matteo Colaninno, responsabile economico del Pd e Cecilia Carmassi, responsabile Lavoro e Welfare.

Tre i punti chiave su cui intervenire, indicati da Colaninno: internazionalizzazione, capitalizzazione e innovazione, per crescere e reggere la concorrenza in una economia globalizzata. Il responsabile economico del Pd ha evidenziato due punti positivi, ossia la disponibilità ad ampliare i rimborsi dello Stato alle imprese in debito con la Pa, e la maggiore flessibilità di bilancio annunciata ieri da Barroso per il 2014.

Nel dossier, curato dall’Associazione Lavoro&Welfare, un dato che più di altri mette a fuoco la gravità della situazione: negli ultimi 4 anni l’occupazione in Italia è scesa, in valori assoluti, da 23 milioni e 376mila a 22 milioni e 919mila unità. Un calo di 465mila lavoratori, che rappresenta il 2 per cento. E le previsione non promettono nulla di buono per quest’anno, a meno che non vengano messe “finalmente in campo serie politiche di sviluppo”.

fonte: partitodemocratico.it

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