Parere sul decreto Ilva e contenzioso dei medici

Parere sul decreto Ilva e contenzioso dei medici

La Commissione affari sociali della Camera esprimerà oggi pomeriggio il proprio parere sulla conversione del decreto legge n. 61 che contiene disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale. La discussione su quest’ultimo provvedimento era iniziata al termine della scorsa settimana.
Subito dopo, la Commissione
esaminerà in sede referente la proposta di legge del deputato Benedetto Fucci (Pdl) su “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”.

Il provvedimento, presentato il 15 marzo scorso, prende le mosse da uno studio del Consorzio universitario per l’ingegneria nelle assicurazioni del Politecnico di Milano, secondo il quale su 8 milioni di pazienti, 320.000 (circa il 4 per cento) hanno denunciato danni più o meno gravi subìti durante il ricovero negli ospedali italiani.

La proposta di legge punta a intervenire sulle conseguenze principali di una simile realtà: disciplinare l’aumento crescente del contenzioso, che riguarda soprattutto la ginecologia e l’ostetricia, spesso centrato su concetti in sé aleatori come «danno biologico» e «danno morale»; prevenire il danno d’immagine che la carriera del medico subisce nel momento stesso in cui è avviato un procedimento nei suoi confronti, indipendentemente da come esso si concluderà; affrontare altri aspetto legati al problema della responsabilità professionale del personale sanitario, in particolare «la pressoché totale mancanza, soprattutto negli ospedali pubblici del Mezzogiorno, di strutture amministrative e legali, che spesso lascia il sanitario completamente “da solo” nel momento in cui deve prendere decisioni delicate e di enorme importanza per i suoi pazienti nel termine di pochi minuti o, nel peggiore dei casi, di pochi secondi».

La proposta di legge contiene cinque articoli, che affrontato i seguenti aspetti della questione:

articolo 1 – definire la natura del rapporto tra medico e paziente, mediante l’introduzione (sul modello di quanto avviene già da tempo nella vicina Francia) di un contratto che espressamente non comporti per il medico l’obbligo di guarire il paziente, bensì quello di prestargli le cure appropriate e necessarie, in conformità con le conoscenze scientifiche acquisite;

articolo 2 – introdurre l’obbligo, per tutte le strutture sanitarie, pubbliche o private, di stipulare una copertura assicurativa per responsabilità civile a vantaggio sia del personale medico che di quello sanitario e infermieristico. Ciò comporta il principio secondo cui la responsabilità civile per eventuali danni subìti a causa di imperizia da parte del personale sanitario sia posta a carico delle strutture in cui è avvenuto l’intervento medico. Di conseguenza, colui che si ritenga danneggiato da un intervento sanitario e che giudichi tale violazione contraria a quanto stipulato nel contratto deve obbligatoriamente rivolgersi all’assicuratore;

articolo 3 – l’obbligatorietà, prima di avviare l’azione civile nei confronti dell’assicuratore, di effettuare un tentativo di conciliazione stragiudiziale affidato ad appositi servizi che la presente proposta di legge, indicando anche il criterio di base per la loro composizione, istituisce. Solo ove questo tentativo fallisca, allora si può avviare l’azione civile diretta nei confronti dell’assicuratore;

articolo 4 – prevedere l’obbligo di istituire nelle aziende sanitarie locali (ASL) e negli ospedali appositi uffici legali che supportino il sanitario sul piano legale nel momento in cui questo debba prendere, nell’arco di poco tempo, decisioni di estrema delicatezza per la necessità di intervenire in situazioni di emergenza. Di conseguenza, ove sia accertato che il sanitario ha seguito tali indicazioni, esso non può essere accusato o subire penalizzazioni sul piano disciplinare o economico;

articolo 5 – l’istituzione obbligatoria, presso ogni regione e provincia autonoma, di un ufficio di valutazione del rischio di responsabilità civile del personale sanitario, composto da esperti il cui fine è prevenire i contenziosi offrendo alle ASL e agli ospedali indicazioni di natura vincolante sul piano organizzativo. Inoltre, anche per fare chiarezza sulle cifre e sulle dimensioni del fenomeno e per ovviare alla mancanza di fonti certe di cui si accennava all’inizio, questi uffici hanno il compito di raccogliere i dati sul contenzioso in campo sanitario emersi nei territori di competenza, inviando una relazione sia al Ministero della salute che alle competenti Commissioni parlamentari.

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