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Donazione del corpo post mortem, istituito un comitato ristretto

Donazione del corpo <em>post mortem</em>, istituito un comitato ristretto

La Commissione affari sociali ha proseguito oggi la discussione dei disegni di legge Binetti e Grassi sulla donazione del corpo post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica, sentendo, tra l’altro, il rappresentante del governo, il sottosegretario alla Salute, Paolo Fadda.

Il sottosegretario ha rilevato come sia strano che nel 2013 il Parlamento debba approvare una legge sull’utilizzo dei cadaveri a fini di studio a causa di un vuoto normativo. Aspetto che stride con l’eccessivo proliferare di leggi nel nostro ordinamento.

Paolo Fadda, sottosegretario alla Salute
Paolo Fadda, sottosegretario alla Salute

Nel merito, Fadda ha valutato favorevolmente i provvedimenti all’esame della commissione, anche perché «va promossa e sostenuta, ai fini della tutela della salute pubblica, ogni idonea iniziativa a sostegno dell’evoluzione scientifica per il benessere della collettività, in quanto volta a promuovere ed affinare le attività di ricerca scientifica, con riguardo all’attività formativa degli studenti di medicina», ma ha anche suggerito di semplificare alcune procedure, come quella di individuazione dei centri di riferimento, che dovrebbe essere di competenza del Ministro della salute, che dovrebbe agire di concerto con il Ministro dell’istruzione, dopo aver sentito la Conferenza Stato-regioni. Sarebbe più agevole, invece, secondo il sottosegretario, affidare a una circolare o una direttiva dei ministeri competenti l’individuazione degli standard d’azione dei centri.

Verso una semplificazione va anche l’altra richiesta avanzata dal sottosegretario Fadda, relativa alla manifestazione del consenso. Secondo il sottosegretario sarebbe opportuno avvalersi delle procedure già utilizzate per la dichiarazione di volontà a donare gli organi.

Anna Margherita Miotto (Pd), confermando come l’iniziativa nasca per colmare un vuoto normativo, ha auspicato che l’iter in Commissione possa concludersi in tempi brevi, anche perché dalle istituzioni scientifiche e universitarie, ascoltate in alcune audizioni organizzate durante la precedente legislatura, è venuta la richiesta di una rapida approvazione di una legge su questa materia. La rappresentante del Partito Democratico ha anche rilevato che le proposte di modifica avanzate dal sottosegretario possono essere accolte, ad eccezione di quella che chiede la soppressione dell’intesa con la Conferenza Stato-regioni, in quanto è essenziale procedere evitando di entrare in conflitto con le regioni.

Gero Grassi (Pd), relatore del provvedimento, dopo gli interventi di altri commissari, ha confermato che i suggerimenti proposti dal Governo possono essere accolti, essendo finalizzati alla semplificazione delle procedure, mentre, rispondendo alle richieste di alcuni commmissari, ha precisato che il consenso per la donazione del corpo post mortem va dato espressamente quando si è in vita. In caso contrario un corpo non può essere utilizzato per fini di studio, a meno che non si tratti di cadaveri che non siano stati riconosciuti da nessuno. A questo proposito Grassi ha citato il caso di cadaveri di persone decedute negli anni Sessanta, delle quali nessuno ha effettuato il riconoscimento e che sono conservati presso l’obitorio di Roma. E’ ragionevole ipotizzare che questi corpi possano essere destinati alla scienza, ponendo così un limite all’obbligo di conservazione.

Il presidente della commissione, Pierpaolo Vargiu, a conclusione del dibattito, ha proposto di nominare un comitato ristretto che elabori in tempi stretti un testo unificato delle due proposte di legge e, visto il generale consenso da parte dei gruppi parlamentari e del Governo sul provvedimento, ha avanzato l’ipotesi di verificare il trasferimento alla sede legislativa del testo preparato dal comitato ristretto ed emendato.

I componenti del comitato ristretto saranno nominati dal presidente in base alle indicazioni dei gruppi parlamentari.

L’altro punto all’ordine del giorno, il parere sul decreto Ilva, è stato rinviato a domani poiché le Commissioni di merito – Ambiente e Attività produttive – stavano votando proprio in quelle ore gli emendamenti e solo dopo avrebbero inviato il testo emendato alle Commissioni competenti in sede consultiva.

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