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Decreto Ilva, coinvolgere il Ministero della salute

Decreto Ilva, coinvolgere il Ministero della salute

La Commissione affari sociali ha iniziato ieri l’esame, in sede consultiva, del disegno di legge governativo di conversione del decreto emanato per commissariare l’Ilva di Taranto e disciplinare le inadempienze collegate all’Autorizzazione integrata ambientale da parte di grandi insediamenti industriali strategici per l’economia italiana.
Il relatore del provvedimento in commissione, Salvatore Capone (Pd), ha presentato gli aspetti che sono normati dal decreto e dal disegno di legge che ne chiede la conversione e ha segnalato come «nonostante all’origine dell’adozione di tale provvedimento rilevino profili di protezione dell’ambiente e della salute oltre che esigenze di salvaguardia dei livelli occupazionali, esso è stato emanato su proposta dei Ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico, senza il coinvolgimento del Ministero della salute». Il coinvolgimento di quest’ultimo invece appare «auspicabile e necessario».
L’intervento del relatore ha segnalato alla Commissione anche che andrebbe definito in modo più puntuale e strutturato il ruolo degli enti locali e delle regioni di riferimento per rendere più efficace l’azione del decreto.
Capone ha spiegato che il decreto, «pur facendo più volte riferimento alla necessità di tutela della salute, è eminentemente centrato sulle questioni industriali e su quelle ambientali». Eppure, al momento della conversione in legge del precedente decreto emanato per fronteggiare l’emergenza Ilva (il dl n. 207 del 3 dicembre 2012, che ha mantenuto in attività lo stabilimento di Taranto per il suo «interesse strategico nazionale», nonostante le ripetute violazioni delle norme ambientale), si era fatto specifico riferimento alla necessità di una valutazione del danno sanitario e di un Piano sanitario straordinario in favore del territorio della provincia di Taranto.
Il relatore ha quindi concluso che il legame inscindibile, alla base del decreto legge da convertire, tra mancata attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale e la grave sussistenza di pericoli per la salute, «rafforza l’esigenza di un coinvolgimento pieno del Ministero della salute». Opportuna appare anche l’attivazione di un tavolo tecnico che programmi un monitoraggio della correlazione tra l’inquinamento provocato dall’Ilva e l’incidenza di malattie per l’area salentina e pugliese. Infatti, sebbene l’inottemperanza dell’AIA (l’Autorizzazione integrata ambientale) riguardi l’impianto siderurgico, l’allarme salute coinvolge a pieno titolo le popolazioni tarantine e salentine, come mostrano i dati epidemiologici e sull’inquinamento ambientale da diossine presentati, nella seduta delle Commissioni ambiente e attività produttive dello scorso lunedì 24 giugno, dall’Asl Taranto e dall’Arpa Puglia. Per queste ragioni servirebbe fin da subito un contatto diretto e continuo
con l’Istituto superiore di sanità, che è già stato coinvolto in parte dall’Asl Taranto.
Il dibattito e la formulazione del parere sono stati rinviati alla seduta di martedì 2 luglio.
La Commissione ha rinviato, infine, la trattazione dell’altro punto all’ordine del giorno, l’esame della proposta di legge Fucci su “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”.

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