I lavori della Camera in diretta

Delega al governo per le pene non detentive all’esame della Camera

Delega al governo per le pene non detentive all’esame della Camera

I lavori della Camera riprendono oggi alle 12 con la discussione del testo unificato delle proposte di legge che prevedono la delega al governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova. Il provvedimento è stato discusso durante la scorsa settimana dalle commissioni competenti, tra cui quella Affari sociali, che hanno espresso parere favorevole, in qualche caso con osservazioni, e arriva in aula con il parere contrario del relatore di minoranza, Nicola Molteni (Lega Nord), per il quale «è un provvedimento improntato a mera finalità di riduzione del numero dei detenuti ristretti nelle carceri italiane».

L’articolo 1, quello che disciplina più direttamente l’ambito della delega da concedere al governo, prevede che l’esecutivo emani decreti legislativi che introducano pene detentive non carcerarie secondo questi criteri:

«a) prevedere, tra le pene principali, la reclusione e l’arresto presso l’abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza;

b) prevedere che, per i delitti puniti con la reclusione fino a sei anni, il giudice possa applicare la reclusione presso il domicilio in misura corrispondente alla pena irrogata;

c) prevedere che, per le contravvenzioni punite con la pena dell’arresto, sola o congiunta alla pena pecuniaria, la pena detentiva principale sia, in via alternativa, anche l’arresto presso il domicilio, in misura non inferiore a cinque giorni e non superiore a tre anni;

d) prevedere che, nei casi indicati nelle lettere b) e c), il giudice possa prescrivere l’utilizzo delle particolari modalità di controllo di cui all’articolo 275-bis del codice di procedura penale;

e) prevedere che le disposizioni di cui alle lettere b) e c) non si applichino nei casi previsti dagli articoli 102, 103, 104, 105 e 108 del codice penale;

f) prevedere che, nella fase dell’esecuzione della pena, il giudice sostituisca le pene previste nelle lettere b) e c) con le pene della reclusione o dell’arresto, qualora non risulti disponibile un domicilio idoneo ad assicurare la custodia del condannato oppure il comportamento del condannato risulti incompatibile con la prosecuzione delle stesse, anche sulla base delle esigenze di tutela della persona offesa dal reato;

g) prevedere che, per la determinazione della pena agli effetti dell’applicazione della reclusione e dell’arresto presso il domicilio, si applichino i criteri di cui all’articolo 278 del codice di procedura penale;

h) prevedere l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 385 del codice penale nei casi di allontanamento non autorizzato del condannato dal domicilio di cui alle lettere b) e c);

i) coordinare la disciplina delle pene detentive non carcerarie con quella delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, anche modificando, ove necessario, i presupposti applicativi di queste ultime, ovvero sopprimendo, anche in parte, le stesse, al fine di razionalizzare e graduare il sistema delle pene e delle sanzioni sostitutive in concreto applicabili dal giudice di primo grado;

l) coordinare la disciplina delle pene detentive non carcerarie con quella delle misure alternative alla detenzione previste».

A seguire l’Aula inizierà la discussione della mozione Marcon, Spadoni, Beni, Sberna ed altri sulla partecipazione italiana al programma di realizzazione dell’aereo Joint Strike Fighter-F35 e delle mozioni Speranza ed altri, Matarrese ed altri, Zan ed altri e Segoni ed altri riguardo a iniziative per la tutela e la sicurezza del territorio, con particolare riferimento al dissesto idrogeologico.

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