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Messa alla prova, parere favorevole della Commissione affari sociali

Messa alla prova, parere favorevole della Commissione affari sociali

La Commissione affari sociali della Camera ha completato oggi, in sede consultiva, l’esame della proposta di legge delega al Governo sulle pene detentive non carcerarie e l’estensione della messa alla prova per i detenuti maggiorenni, approvando il parere che era stato richiesto dalla Commissione giustizia sulle parti di competenza.

La relatrice del provvedimento, Franca Biondelli (Partito Democratico), ha presentato una prima proposta di parere favorevole, alla quale durante il dibattito sono state suggerite delle modifiche.

 

Il dibattito in Commissione

Paola Binetti (Scelta Civica) ha rilevato come nella proposta mancasse un riferimento alle figure professionali cui sarà affidato il compito di svolgere l’attività di verifica sugli imputati ammessi all’istituto della messa alla prova.

Marco Rondini (Lega Nord) ha preannunciato fin da subito voto contrario perché la posizione del gruppo della Lega Nord è nettamente contraria al provvedimento e il sovraffollamento delle carceri non può essere risolto escludendo l’applicazione della pena della reclusione. Più praticabile, invece, è per la Lega Nord l’ipotesi che coloro che non sono italiani, scontino le pene nei rispettivi Paesi di provenienza.

Elena Carnevali (Partito Democratico) ha preannunciato il suo voto favorevole alla proposta di parere del relatore e, più in generale, al provvedimento, mettendone in evidenza la ratio, che consiste nell’estendere al processo penale per adulti, in relazione a reati di minor gravità, l’istituto della messa alla prova, che già trova applicazione nel processo minorile. Del resto, i dati acquisiti attestano la bassa incidenza della recidiva per i soggetti che hanno avuto modo di sottoporsi ad un programma rieducativo. Riferendosi, poi, alle parole di Rondini, ha fatto presente che gli imputati ammessi al regime della messa alla prova devono seguire un rigoroso programma di trattamento e che, in ogni caso, la richiesta di ammissione a tale regime da parte dell’interessato deve essere valutata dal magistrato, che, evidentemente, non la accoglierà nei confronti di soggetti che tengano determinate condotte. Ha ricordato, infine, che alcune disposizioni previste dal provvedimento assegnano all’ufficio di esecuzione penale esterna competente, non solo l’estensione del programma di trattamento per l’imputato ammesso alla prova, ma anche un’azione di monitoraggio continuo sul suo andamento, del quale dovrà informare periodicamente l’autorità giudiziaria.

Matteo Mantero (Movimento 5 Stelle) ha chiesto che le organizzazioni e gli altri soggetti che possono prendere in carico gli ammessi alla misura della messa alla prova includano questi ultimi in contesti lavorativi in cui siano presenti anche soggetti non sottoposti a misure restrittive della libertà personale, in modo da favorire effettivamente il reinserimento sociale.

Edoardo Patriarca (Partito Democratico) ha proposto di formulare un’osservazione che suggerisca alla Commissione giustizia di indicare come «associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali» quelle presso cui avverrà la messa alla prova del detenuti, perché si tratta di una definizione più ampia e, quindi, tale da includere ulteriori soggetti rispetto a quelli fin qui ipotizzati.

La relatrice Franca Biondelli, ritenendo fondate alcune delle considerazioni svolte nel corso del dibattito, ha riformulato la proposta di parere, che è stata approvata dalla Commissione.

 

Il parere approvato dalla Commissione

La XII Commissione,

   esaminato, per le parti competenza, il testo unificato delle proposte di legge C. 331 Ferranti e abbinata, recante «Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili», quale risultante dagli emendamenti approvati dalla II Commissione (Giustizia);

   valutata, in generale, positivamente l’introduzione dell’istituto della messa alla prova nel processo penale in relazione a reati di minore gravità;

   considerato altresì che, essendo le funzioni dei servizi sociali per la messa alla prova svolte dagli uffici di esecuzione penale esterna del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, è necessario che tali uffici dispongano di strutture e di risorse adeguate allo svolgimento dei nuovi compiti loro assegnati;

   rilevato che l’articolo 6 del provvedimento in titolo prende in considerazione la suddetta necessità prevedendo che, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, il Ministro della giustizia riferisca alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle modalità di adeguamento numerico e professionale della pianta organica dei predetti uffici;

   preso atto, inoltre, della disposizione di cui all’articolo 6-bis, che prevede che il Ministro della giustizia, entro tre mesi dalla data di pubblicazione della legge, adotti un regolamento allo scopo di disciplinare le convenzioni che il Ministero della giustizia o, su delega di quest’ultimo, il Presidente del tribunale, può stipulare con gli enti o le organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui al terzo comma dell’articolo 168-bis, introdotto dall’articolo 2 del provvedimento in esame;

   rilevata altresì l’opportunità di sostituire l’espressione «organizzazioni non lucrative di utilità sociale» utilizzata al terzo comma dell’articolo 168-bis, introdotto dall’articolo 2 e richiamata all’articolo 6-bis del provvedimento in esame con la seguente: «associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali»;

   ritenuto, infine, che le organizzazioni e gli altri soggetti che possono prendere in carico gli ammessi alla misura della messa alla prova dovrebbero tendere ad includere questi ultimi in contesti lavorativi in cui siano presenti anche soggetti non sottoposti a misure restrittive della libertà personale,

   esprime:

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente osservazione:

   valuti la Commissione di merito l’opportunità di sostituire, al terzo comma dell’articolo 168-bis, introdotto dall’articolo 2, nonché all’articolo 6-bis del provvedimento in titolo, l’espressione «organizzazioni non lucrative di utilità sociale» con la seguente: «associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali».

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