Approvato emendamento Pd a vantaggio dei Comuni

Approvato emendamento Pd a vantaggio dei Comuni

I Comuni che ricorreranno ad anticipazioni di tesoreria per non subire crisi di liquidità e compensare così il mancato gettito dell’acconto Imu sulla prima casa potranno allo stesso tempo utilizzare anche gli avanzi di amministrazione. Il divieto di attingere agli avanzi in combinazione con le anticipazioni di tesoreria, disposto dal Testo Unico di legge sugli Enti Locali, verrà infatti derogato per effetto di un emendamento alla legge di conversione del decreto Imu-Cig approvato alla Camera su proposta di Lorenzo Guerini, che ne è stato primo firmatario.

“Si tratta di uno dei 4 emendamenti sui quali il Governo ha espresso parere favorevole – ricorda il parlamentare lodigiano del gruppo Pd – La sua approvazione costituisce un risultato importante, perchè risolve alla radice quello che potenzialmente si prospettava come un serio problema per i Comuni, ai quali lo Stato da una parte impone di rinunciare al gettito dell’acconto Imu sulla prima casa, dall’altra, a regole vigenti, impedisce di usare gli avanzi se contemporaneamente vengono attivate anticipazioni di tesoreria. Ciò comporterebbe gravi difficoltà, generando forti crisi di liquidità che potrebbero precludere l’attività ordinaria dei Comuni, a partire dal regolare svolgimento dei principali servizi”.

I rischi sottesi a questa situazione sono stati sottolineati ieri da Guerini nel dibattito in aula sulla conversione del decreto legge 54, nel corso di un intervento in cui sono stati segnalati alcuni aspetti contradditori del provvedimento: “La sospensione del pagamento dell’acconto Imu sulla prima casa è un elemento positivo – spiega a questo proposito Guerini – perché nell’immediato può dare sollievo a tante famiglie, in un momento di crisi perdurante e acuta, ma sarebbe inutile se non rientrasse nel contesto di una riforma complessiva della tassazione sugli immobili che tenga opportunamente conto dell’esigenza di dare finalmente un quadro organico e stabile alla disciplina di una delle principali fonti di finanziamento dei Comuni, nonché di ridimensionare il prelievo sugli immobili strumentali alle attività produttive. L’orizzonte che abbiamo davanti è stretto, perché la riforma dovrà essere impostata entro la fine di agosto; per questo in aula ho auspicato un confronto tempestivo e improntato a collaborazione tra Governo, Parlamento ed enti locali. Intanto, è stato disinnescato un meccanismo che avrebbe comportato gravi disagi per i Comuni, e di ciò ci si può dichiarare soddisfatti, individuando in questa iniziativa una linea di continuità con l’impegno a favore delle amministrazioni comunali già messo in campo per correggere gli aspetti più penalizzanti del Dl 35, il cosiddetto “sblocca crediti””.

Contestualmente alla revisione dell’Imu, Guerini ritiene indispensabile una rinnovata riflessione anche sulla Tares, la nuova tassa rifiuti: “Ritengo opportuno che venga “depurata” dei cosiddetti “costi indivisibili” dei servizi pubblici, che sarebbe più appropriato includere in una vera e propria service tax, anche nel perimetro dell’Imu, mentre la Tares dovrebbe riferirsi in modo esclusivo alla copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, affermando anche nella legislazione italiana il principio europeo del “chi sporca paga”, incentivando i comportamenti virtuosi in termini di contenimento della produzione di rifiuti e di corretta differenziazione”.

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