I lavori della Camera in diretta

Sostegno del Servizio civile nazionale

La Camera,

premesso che:

- l’attuale istituto del Servizio civile nazionale affonda le radici nelle lotte per il diritto all’obiezione di coscienza, che videro un primo riconoscimento da parte del Governo con l’approvazione della legge n. 772 del 1972 «Norme in materia di obiezione di coscienza». Tale legge introdusse per i giovani richiamati al servizio di leva la facoltà di dichiararsi obiettore di coscienza per motivi morali, religiosi e filosofici ed istituì il servizio sostitutivo civile alternativo al servizio militare e, quindi, parimenti rispondente al dovere di servire la Patria;

– con la legge n. 230 del 1998 l’obiezione di coscienza fu finalmente riconosciuta quale diritto soggettivo del cittadino nell’ambito del diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione riconosciute dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla convenzione internazionale sui diritti civili e politici. La stessa legge sanciva che il servizio civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, rispondesse parimenti al dovere costituzionale di difesa della Patria e fosse ordinato ai fini enunciati nei «Principi fondamentali» della Costituzione;

- la legge n. 230 istituì altresì l’Ufficio nazionale per il servizio civile nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei ministri, sottraendo la gestione del servizio civile al Ministero della difesa. Nacque anche il Fondo nazionale per il servizio civile – per la gestione dei fondi necessari al funzionamento del servizio civile – e la Consulta nazionale per il servizio civile, quale «organismo permanente di consultazione, riferimento e confronto» per l’ufficio nazionale composta da rappresentanti delle amministrazioni centrali dello Stato, dai maggiori enti di servizio civile, dalla rappresentanza dei comuni italiani e dalle associazioni rappresentative degli obiettori; successivamente la consulta fu integrata da un rappresentante delle regioni e delle province autonome, designato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (decreto legislativo n. 77 del 2002) e dai rappresentanti dei volontari in servizio civile, che hanno sostituito i rappresentanti degli obiettori. Attualmente la Consulta, soppressa dai tagli del 2012, è stata ricostituita con costi zero ed include 15 membri, tra cui rappresentanti dei volontari, degli enti, dei comuni italiani, delle regioni e province autonome e del dipartimento nazionale di protezione civile;

- il 6 marzo 2001 con la legge n. 64 nasce il Servizio civile nazionale, a base volontaria, che ha convissuto con il servizio sostitutivo civile obbligatorio fino al giugno 2005. Il Servizio civile nazionale, nella prima fase, è stato aperto a uomini e donne, cittadini italiani tra i 18 e i 26 anni e poi esteso fino 28 anni compiuti;

- la prima fase del servizio civile volontario iniziò con il significativo ingresso delle donne: nel dicembre del 2001, infatti, i primi progetti videro l’impiego di 180 donne e 1 uomo (i maschi erano ancora in gran parte obbligati ai servizio di leva);

- secondo la legge n. 64 del 2001 il Servizio civile nazionale è finalizzato a (articolo 1):

   a) concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi ed attività non militari;

   b) favorire la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale;

   c) promuovere la solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona ed alla educazione alla pace fra i popoli;

   d) partecipare alla salvaguardia e tutela del patrimonio della nazione, con particolare riguardo ai settori ambientale, anche sotto l’aspetto dell’agricoltura in zona di montagna, forestale, storico-artistico, culturale e della protezione civile;

   e) contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attività svolte anche in enti ed amministrazioni operanti all’estero;

– la partecipazione all’interno del servizio civile nazionale crebbe dai 181 ragazzi e ragazze avviati nel 2001 fino ai 45.890 del 2006. Il Governo, infatti, sostenne il servizio civile nazionale aumentando le risorse e il numero di posti con un trend positivo fino al 2006, quando si giunse a 57.119 posti messi a bando e 45.890 volontari avviati al servizio. Dal 2007 le risorse dedicate al servizio civile nazionale sono invece andate verso un continuo decrescendo, fino alla mancata promulgazione del bando ordinario 2012, alla previsione di stanziamenti per soli 15.000 volontari per l’anno in corso e ad una più generale situazione di incertezza per l’esistenza stessa del servizio civile nazionale;

- nel 2006, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 anche le regioni e province autonome entrarono a far parte del meccanismo di gestione del servizio civile nazionale. Parallelamente le regioni iniziarono anche un percorso autonomo con la promulgazione di leggi regionali per un servizio civile regionale, con caratteristiche e, talvolta, finalità diverse da quello nazionale;

- l’articolo 9 della legge n. 64 del 2001 prevede, inoltre, la possibilità per i giovani volontari di prestare servizio anche presso «enti e amministrazioni operanti all’estero, nell’ambito di iniziative assunte dall’Unione europea, nonché in strutture per interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli, istituite dalla stessa Unione europea o da organismi internazionali operanti con le medesime finalità ai quali l’Italia partecipa». Dal 2001 ad oggi 3.782 volontari hanno operato in diversi Paesi dell’Europa, dell’Africa, dell’Asia, dell’Oceania e dell’America Latina, prevalentemente nel settore della cooperazione, dell’assistenza e dell’educazione;

- queste esperienze e un comune percorso sul servizio civile avviato in altri Paesi europei hanno portato nel 2009 ad elaborare il progetto sperimentale europeo «European Civic Service: A Commom Amicus», con lo scopo di stimolare la nascita di un modello europeo di servizio civile. Questa rimane, ad oggi, una sfida aperta;

- il 13 settembre 2011 è stato infine pubblicato il bando speciale a 6 volontari da impiegare nel progetto sperimentale: «Caschi bianchi: oltre la vendetta», proposto dal Comitato per la difesa non armata e non violenta (DCNAN). Il Comitato DCNAN è stato soppresso in seguito alla spending review del 2012;

- il Servizio civile nazionale ha dato, inoltre, in diverse occasioni un contributo a risollevare la situazione di zone colpite da catastrofi naturali, mettendo in campo volontari tramite bandi speciali (Abruzzo 2009, Emilia-Romagna 2012);

- il servizio civile è l’unica forma istituzionale di difesa della Patria non armata e non violenta (articolo 52 della Costituzione italiana) e il suo valore educativo porta i giovani a sperimentare e praticare con maggior consapevolezza la cittadinanza attiva, sviluppando il senso civico ed una maggiore percezione dei valori democratici, ad aiutare la categorie più vulnerabili dei cittadini (persone con disabilità, cittadini stranieri, bambini in situazioni difficili, malati terminali, e altri) nonché ad aiutare a salvaguardare il patrimonio artistico, culturale ed ambientale dello Stato;

- nonostante il ruolo strategico di strumento utile alla coesione sociale, all’educazione alla partecipazione delle nuove generazioni, alla formazione personale e professionale dei giovani nonché ad un loro orientamento verso il mondo del lavoro, questo Istituto della Repubblica non ha ricevuto un adeguato finanziamento da parte dello Stato che permettesse la partecipazione di tutti quei giovani che ne facessero richiesta, evitando quindi il rischio di creare l’ennesima occasione d’élite, anzi i tagli lineari praticati negli ultimi anni dai Governi si sono abbattuti anche sul servizio civile che ha visto le proprie risorse ridursi drasticamente: dai 299 milioni di euro del 2008, ai 170 milioni di euro nel 2009, ai 100 milioni nel 2010-2011, ai 68 milioni nel 2012 con conseguente riduzione dei giovani che vi hanno potuto partecipare (dai 51.273 posti disponibili nel 2007, ai 20.157 posti disponibili nel 2011);

- il 2012 è stato un anno particolarmente travagliato per la sopravvivenza del servizio civile giacché la carenza di fondi non ha reso possibile la pubblicazione di alcun bando per i volontari portando quindi a zero il contingente;

- per il 2013 la legge di stabilità ha stanziato 71 milioni di euro, più altri finanziamenti dovrebbero derivare dalla divisione dell’esiguo fondo pari a 16 milioni di euro previsto dall’articolo 1, comma 270, sempre della legge di stabilità (legge 24 dicembre 2012 n. 228) fra le finalità di cui all’elenco 3 dello stesso comma; a questi finanziamenti si dovrebbero aggiungere i circa 50 milioni di euro reperiti dal Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione pro tempore Riccardi, che consentirebbe di garantire per il 2013 18.800 posti;

- da una prima analisi predisposta dagli uffici competenti, come confermato dal nuovo Ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, calcolando la spesa unitaria di ogni volontario, più le spese di gestione si immagina che potranno essere avviati circa 15.000 ragazzi più 450 all’estero per il bando 2013 del servizio civile, che visti i ripetuti ritardi nello stanziamento dei fonti, non partiranno prima del gennaio 2014, lasciando scoperto in sostanza tutto il 2013 arrestando così l’avvio di migliaia di progetti, di attività, di servizi alle persone bisognose;

- le associazioni e i rappresentanti del mondo del servizio civile, in numerose occasioni hanno evidenziato con forza quanto sia importante mantenere per il prossimo bando, atteso da migliaia di giovani sostanzialmente da oltre un anno, almeno il numero di volontari del bando 2011;

- il servizio civile nazionale è una risorsa fondamentale non soltanto per migliaia di organizzazioni sociali e di enti locali, per la sopravvivenza di moltissimi servizi volti a favorire la coesione sociale e la tutela dei diritti delle fasce deboli, ma rappresenta un’occasione unica e straordinaria per decine di migliaia di giovani ogni anno. In questi ultimi giorni abbiamo ascoltato molti interventi affrontare la questione dei giovani, ripetendoci spesso che se non investiamo su di loro il paese muore. Ecco il servizio civile è un ottimo modo di investire su giovani,

 impegna il Governo:

- ad esperire ogni tentativo per stanziare i fondi necessari a garantire gli impegni presi per l’anno in corso;

- ad individuare i fondi per una programmazione triennale del bando per il servizio civile, che renda possibile una regolarizzazione della progettazione e dei bandi;

- ad adottare ogni iniziativa affinché sia attribuita una specifica delega per il Servizio civile nazionale, in modo da garantire agli organismi preposti alla gestione un coerente indirizzo politico in materia di Servizio civile nazionale;

- a favorire, per quanto di competenza, una riforma della disciplina del Servizio civile nazionale in Italia e all’estero garantendo, anzitutto, la stabilità del sistema attraverso la definizione di un contingente fisso annuale di almeno 40.000 volontari da avviare al servizio e garantendo la conseguente copertura economica attraverso una programmazione pluriennale di spesa, affinché il Servizio civile nazionale torni ad essere una risorsa per il Paese e uno strumento di difesa non violenta della patria.

Bonomo (primo firmatario), Narduolo, Ascani, Beni, Bobba, Capone, Carnevali, Casati, Chimienti, Di Vita, Fossati, Gigli, Iori, Lattuca, Lenzi, Marcon, Miotto, Misiani, Mogherini, Piccoli Nardelli, Patriarca, Pelillo, Peluffo, Petitti, Piazzoni, Piccione, Polverini, Quartapelle Procopio, Santerini, Sereni, Borghi, Bonafè, Preziosi, Realacci, Fauttilli, Bellanova, Melilla, Baroni, Dall’Osso, Lorefice, Silvia Giordano, Mantero, Nesci, Colonnese, Villecco Calipari, Braga, Gadda, Tentori

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