I lavori della Camera in diretta

Protezione sociale e istruzione dei bambini

Al Ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:

– dall’ultimo rapporto pubblicato da Save the Children «Allarme Infanzia – L’isola che non ci sarà», emerge che l’Italia spende troppo poco per la protezione sociale dei bambini e l’istruzione, investendo quindi poco nel suo futuro;

– riguardo la spesa per la protezione sociale della famiglia e dei minori, l’Italia si colloca al 18o posto in Europa con l’1,1 per cento del prodotto interno lordo contro il 5,3 per cento della Danimarca al 1o posto; riguardo la spesa per la scuola dell’infanzia e primaria, l’Italia si colloca al 9o posto con l’1,5 per cento del prodotto interno lordo contro il 3,9 per cento della Danimarca al 1o posto; riguardo la spesa per la scuola secondaria, l’Italia si colloca al 7o posto con l’1,9 per cento del prodotto interno lordo contro il 2,9 per cento della Finlandia;

- adolescenti e giovani italiani si collocano agli ultimi posti per competenze di lettura e conclusione del ciclo di istruzione superiore;

- si segnala il disagio di chi si affaccia alla vita adulta in un Paese segnato dagli effetti della recessione: in Italia nell’ultimo quadrimestre del 2012 la disoccupazione tra i giovani sotto i 25 anni riguarda il 36,9 per cento della popolazione, quarto peggior risultato su scala europea subito dopo Grecia, Spagna e Portogallo; tra i giovani laureati la disoccupazione è più che raddoppiata in meno di 10 anni, passando dal 15 per cento del 2004 al 33,3 per cento del 2012. Tuttavia, si sottolinea che l’Italia è addirittura in ultima posizione per quanto riguarda il livello di riuscita universitaria: solo il 20 per cento dei giovani tra i 30 e i 34 anni ha un titolo di laurea. Un dato minimo che ci colloca alle spalle della Romania e di Malta;

- il rapporto mostra la debolezza del sistema di istruzione italiano e, in particolare, l’assenza di un sistema di formazione professionale adeguato: in Italia il 25 per cento dei giovani tra i 15 e i 34 anni non solo non hanno un lavoro e non sono iscritti a scuola, ma non risultano iscritti a nessun corso di formazione;

- anche le principali condizioni di salute dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia sono lontane dagli standard europei. Considerando la classifica riportata dal rapporto di Save the Children, il nostro Paese è ben 7 volte su 12 oltre la ventesima posizione e occupa per 6 volte gli ultimi 4 posti;

- secondo gli scenari centrali elaborati da Eurostat e Istat, nel 2030 i minori di 18 anni non raggiungeranno i 10 milioni e avranno un’incidenza pari al 15,4 per cento, un punto e mezzo in meno rispetto al loro peso attuale. Ma già oggi l’Italia presenta un indice di vecchiaia tra i più alti d’Europa e una presenza di minori ridotta rispetto agli altri Paesi europei –:

- se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra riportato; quali iniziative intenda assumere per favorire l’istruzione come chiave del progresso economico e sociale e per potenziare la protezione sociale dell’infanzia e dell’adolescenza affinché l’Italia rientri negli standard europei.

Sbrollini (primo firmatario), Carnevali, Scuvera, Lenzi, Casati, D’Incecco, Iori, Piccione, Amato, Biondelli, Capone, Miotto, Murer e Patriarca

Argomenti: