Poteri ai comuni nella dislocazione delle sale slot

Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

– il settore dei giochi è stato oggetto di numerosi interventi legislativi, finalizzati da un lato al contrasto del fenomeno del gioco illegale, alla tutela dei minori e alla lotta alla ludopatia, e dall’altro a reperire maggiori entrate per la copertura degli oneri recati dalle manovre di finanza pubblica, anche attraverso l’assegnazione di nuove concessioni;

– una organica revisione normativa sulla materia era contenuta nel disegno di legge delega fiscale approvato dalla Camera dei deputati nella scorsa legislatura (articolo 4, commi 6 e 7, dell’atto Senato 3519), il cui iter parlamentare non si è tuttavia concluso;

– il comparto del gioco rappresenta il 4 per cento del prodotto interno lordo italiano, con un giro d’affari intorno ai 90 miliardi di euro ed entrate erariali pari a oltre 8 miliardi. Nel 2012 la raccolta è stata pari a 87,1 miliardi, determinando un incremento del 9 per cento rispetto al 2011 (79,9 miliardi). Di tale raccolta 70 miliardi di euro sono tornati ai giocatori come vincite (fonte Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato). Considerando il dato relativo al 2010 (61,4 miliardi), in due anni c’è stato un aumento della raccolta del 42 per cento. Dal 2003 a oggi la raccolta è aumentata di oltre il 500 per cento;

– sempre secondo i dati dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) in Italia sono in esercizio più di 400.000 apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro e più di 6.000 locali e agenzie autorizzate al gioco legale che risultano frequentate da circa 15 milioni di giocatori abituali;

– secondo l’indagine «L’Italia in gioco», realizzata da Eurispes, risulta che già nel 2009 erano ben 35 milioni gli italiani coinvolti nel gioco lecito. Si tratta di cifre evidentemente parziali che non tengono conto dell’ampiezza del fenomeno alimentato anche dal gioco illegale, con una fetta consistente di consumatori d’azzardo che, pur non entrando nelle statistiche ufficiali, costituiscono spesso l’indotto sotterraneo del business dei giochi (usura, truffa, estorsione, criminalità organizzata, riciclaggio);

– di fronte a questi numeri si nascondono spesso drammi familiari e umani legati alla dipendenza da gioco;

– i commi 37 e 38 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, hanno disposto la messa a gara di ulteriori 7.000 punti vendita di giochi in luoghi pubblici;

– le sale giochi proliferano sempre di più in tutti i centri urbani e, tuttavia, le amministrazioni locali non riescono ad intervenire efficacemente per fermare il dilagante fenomeno, anche per la mancanza di poteri effettivi da parte delle autorità comunali di imporre norme restrittive in grado di impedire almeno la vicinanza delle sale giochi con i luoghi cosiddetti «sensibili» o per far rispettare una distanza congrua fra una sala e l’altra;

– anche la recente campagna contro le slot machine portata avanti da numerosi sindaci di importanti città italiane e di diversi schieramenti politici – «Basta con le slot» – sollecita l’urgenza di un intervento legislativo in materia;

– sarebbe quanto mai urgente dotare di strumenti efficaci anche gli enti locali per il governo dei territori, modificando la normativa nazionale in materia di esercizi commerciali e ridefinendo i poteri delle autorità competenti ai fini dell’autorizzazione dell’esercizio del gioco lecito, nonché dare potestà ai comuni di prevedere misure più restrittive per l’esercizio dell’attività –:

– quale sia l’orientamento del Ministro circa una possibile modifica della normativa nazionale, ferma restando la garanzia di invarianza del gettito erariale, al fine di dotare le autorità comunali di poteri atti ad imporre norme restrittive in materia di autorizzazione all’esercizio dell’attività di gioco nonché in materia di pubblicità dei giochi con vincita in denaro;

– quale sia l’orientamento del Ministro circa una possibile modifica della normativa nazionale al fine di dotare le autorità comunali di poteri di regolamentazione atti a stabilire norme più restrittive in materia di pubblicità dei giochi con vincita in denaro, ad evitare l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di gioco nei pressi di luoghi sensibili quali istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, centri giovanili, strutture sanitarie e strutture ricettive per categorie protette, nonché a concedere l’autorizzazione per un tempo massimo di cinque anni rinnovabile alla scadenza.

Antonio Misiani, Elena Carnevali

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