Frodi fiscali, la Camera esamina l’accordo con San Marino

Frodi fiscali, la Camera esamina l’accordo con San Marino

I lavori in Aula riprendono oggi con la discussione di due progetti di legge. Il primo prevede la ratifica della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali. L’accordo tra i due Paesi è stato firmato a Roma il 21 marzo 2002. Un successivo protocollo di modifica è stato invece siglato il 13 giugno 2012.
Il secondo provvedimento all’esame dell’Aula prevede la ratifica di un accordo con il governo della Repubblica di Lituania in materia di rappresentanze diplomatiche, firmato a Vilnius il 21 febbraio 2013.
I lavori proseguiranno con la discussione di due mozioni. La prima, presentata da Luigi Gallo (M5S) ed altri, riguarda misure a sostegno della scuola, dell’università e della cultura, la seconda, firmata da Gennaro Migliore (Sel) ed altri si occupa del diritto all’obiezione di coscienza in ambito medico-sanitario.
La mozione Gallo impegna il governo a investire risorse aggiuntive nel settore dell’istruzione e della cultura, a recuperare quelle che nella passata legislatura sono state sottratte a questo ambito e «a ricoprire tutte le cattedre vacanti prima dell’inizio dell’anno scolastico 2013/2014, anche con un piano triennale di assunzioni che preveda la stabilizzazione del maggior numero di docenti precari, con l’inserimento organico nella scuola di nuove figure professionali (psicologi, pedagogisti tutor, consiglieri di orientamento, specialisti nella gestione di disabilità gravi, consuler, educatori)». La mozione chiede anche di «prevedere un piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici per l’adeguamento strutturale di tutti i plessi nell’arco di 4 anni, con una maggiore entità di fondi per le regioni del Sud e per le Isole fortemente penalizzate con la ripartizione regionale dei fondi destinati all’edilizia scolastica».
La mozione Migliore impegna invece il governo su aspetti connessi con la effettiva applicazione della legge 194, tema affrontato di recente anche in Commissione affari sociali. In particolare chiede di «garantire il rispetto e la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 su tutto il territorio nazionale nel pieno riconoscimento della libera scelta e del diritto alla salute delle donne, assumendo tutte le iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, finalizzate all’assunzione di personale non obiettore, al fine di garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza» e «ad attivarsi perché l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sia offerta come opzione a tutte le donne, che, entro i limiti di età gestazionale imposti dalla metodica, devono poter scegliere» e perché «l’interruzione volontaria di gravidanza medica possa essere praticata in regime di day hospital».

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