I lavori della Camera in diretta

Debiti pubblica amministrazione, il decreto diventa legge

Debiti pubblica amministrazione, il decreto diventa legge

Il disegno di legge che converte in legge il decreto sul pagamento dei debiti accumulati dalla pubblica amministrazione è stato approvato dalla Camera in seconda lettura all’unanimità (508 voti favorevoli). I tempi per intervenire erano strettissimi: il decreto, infatti, sarebbe decaduto se non fosse stato approvato entro venerdì 7 giugno.

Durante la seduta l’aula ha approvato all’unanimità un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegna il Governo a sospendere il pagamento delle cartelle Equitalia con valore inferiore al credito vantato dal contribuente nei confronti della pubblica amministrazione. Il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, aveva espresso parere contrario all’odg ma dopo una sostanziale convergenza da parte di tutti i gruppi si é rimesso al voto dell’Assemblea prendendo atto della «sensibilità» dimostrata dai deputati. La questione della riscossione verrà comunque affrontata, ha aggiunto Giorgetti, «nei prossimi giorni», in occasione della ripresa della discussione della delega fiscale la cui approvazione era stata interrotta dalla scadenza della legislatura.

Durante il dibattito sono stati mossi rilievi alle modifiche al provvedimento approvate ieri dal Senato. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, che era anche relatore del disegno di legge, ha fatto notare che alcune delle modifiche apportate dal Senato al decreto sono «coerenti con i criteri di ammissibilità» della Camera e «altre no». Boccia ha anche annunciato l’intenzione di inviare «una missiva alla presidente della Camera» con la quale si evidenzia la necessità di un «migliore raccordo» tra i due rami del Parlamento.

Ecco una sintesi dei contenuti del provvedimento (fonte: Il Messaggero).

40 MLD IN 2 ANNI. Il provvedimento sblocca tra il 2013 e il 2014 40 miliardi di pagamenti da parte della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.

FASE DUE. Con una modifica approvata alla Camera si pongono le basi per un’ulteriore tranche: le nuove erogazioni potranno essere effettuate attraverso operazioni di tutti gli operatori finanziari, compresa Cdp.

TAGLI A IMPRESE. 400 milioni di tagli ai fondi per le imprese. Le risorse servono a coprire tra l’altro lo stop al
pagamento dell’Imu sugli immobili di proprietà dei comuni. Si tratta di una scelta «del governo – spiega uno dei relatori, Giorgio Santini – con l’impegno a ripristinare le risorse nel 2014».

TAGLI A MINISTERI, SALVA LA SCUOLA. A pagare gli oltre 550 milioni di euro che servono a copertura del dl nel 2014 sarà l’incremento Iva dovuto al pagamento delle nuove fatture mentre nel 2015 saranno i tagli lineari ai ministeri, con l’eccezione di scuola, università. Salvi anche l’Expo e i fondi per la cooperazione allo sviluppo.

ALLENTAMENTO PATTO STABILITÀ ENTI LOCALI. Escluso per il 2013 dal Patto di stabilità interno i pagamenti di debiti di parte capitale. Ok al patto di stabilità interno verticale: le regioni possono modificare, a invarianza di contributo, gli spazi finanziari ceduti a province e comuni. Ammorbidite anche le sanzioni per quegli enti locali che hanno sforato il patto di stabilità a causa del mancato pagamento dei debiti.

DURC. Le imprese per ottenere i pagamenti dovranno dimostrare di essere in regola con i contributi.

COMPENSAZIONI. Possibile compensare crediti e debiti fino alla soglia di 700.000 euro. Con una modifica approvata alla Camera si prevede inoltre che siano interessati i ruoli emessi fino al 31 dicembre 2012.

ORDINE CRONOLOGICO E MULTE SALATE a DIRIGENTI. Spetterà alle amministrazioni identificare i soggetti che hanno diritto e gli importi da pagare. Se gli importi superano le disponibilità sarà seguito il criterio dell’anzianità del credito scaduto. Previste multe salate, fino a 100 euro al giorno, per i dirigenti che non rispettano la tabella di marcia.

CREDITI E GARANZIA STATO. Via libera dal 2014 alla concessione della garanzia dello Stato per «agevolare la cessione» dei crediti maturati nei confronti della P.a entro fine 2012 «a banche e ad altri intermediari finanziari» e nonchè a favore di istituzioni finanziarie. Novità che secondo la maggioranza consentirà di pagare tutti i debiti entro il 2014.

CERTIFICAZIONI. Le certificazioni dovranno contenere la data in cui sarà effettuato il pagamento nei confronti delle imprese.

MONITORAGGIO. Le amministrazioni dovranno effettuare una ricognizione completa dei debiti commerciali entro fine 2012.

APPALTI PUBBLICI. Le imprese, fino al 2015, potranno sospendere i lavori, nel caso in cui il mancato pagamento raggiunga il 15% dell’importo netto contrattuale.

PROFESSIONISTI. Anche i singoli professionisti potranno mettersi in fila e riscuotere i crediti accumulati nei confronti della p.a.

TARES. Per il solo 2013 i comuni potranno modificare la scadenza, fissata a luglio, e il numero delle rate del tributo.

TRIBUTI LOCALI E EQUITALIA. I Comuni avranno sei mesi di tempo in più per organizzare la riscossione in proprio dei tributi, fino all’1 gennaio 2014. Di fatto, una proroga dei poteri di Equitalia.

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