I lavori della Camera in diretta

Le donne che fecero la Resistenza

Si chiamava Giambattista, ma il suo nome di battaglia era "Fifa", anche se era coraggiosissimo. È morto nel 1944, a ventitre anni. L'ho saputo sei mesi dopo, a primavera, quando la neve si sciolse sul Monte Caio e il corpo fu ritrovato. Gli porto ancora i fiori. Dev'essere stato importante per me, se mentre ne scrivo me lo rivedo davanti agli occhi. L'unico nostro bacio è stato d'addio.

Anita Malavasi «Laila», Reggio Emilia, 1921, studentessa (cit. in Io sono l'ultimo. Lettere di partigiani italiani, Einaudi)

Le loro voci in qualche caso risentono degli acciacchi del tempo che passa ma ciò che raccontano è nitido, come se fosse appena accaduto. Sono donne che hanno resistito alla negazione di ciò che è umano. Deportate e partigiane: è anche grazie a loro che è nata la Repubblica che festeggiamo oggi.

Giovedì scorso nella Sala della Regina del palazzo di Montecitorio un convegno è stato dedicato a loro e alle loro storie. Devono essere storie importanti se ne parliamo ancora. Come un fiore portato sempre sula stessa tomba.

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