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Aborti clandestini, si sta smantellando la legge 194?

Aborti clandestini, si sta smantellando la legge 194?

Durante la seduta della Commissione affari sociali di ieri, Donata Lenzi, capogruppo del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sui dati relativi all’incremento degli aborti clandestini e sul ritardo nella presentazione alle Camere della relazione annuale sull’attuazione della legge n. 194 del 1978.
L’interrogazione prende spunto dall’indagine pubblicata dal quotidiano «La Repubblica» il 13 maggio 2013, dalla quale emerge che gli aborti clandestini sono raddoppiati negli ultimi cinque anni, in quanto «oltre l’80 per cento dei ginecologi e oltre il 50 per cento di anestesisti e infermieri non applica più la legge 194», poiché si dichiarano obiettori.
Donata Lenzi si è soffermata sui consultori facendo notare come il loro ruolo sia differente da quello immaginato dalla 194 in quanto nella maggior parte dei casi le interruzioni volontarie di gravidanza seguono un percorso che parte dal medico di famiglia e si conclude nell’ospedale o nelle cliniche private. Inoltre la sempre maggior presenza di donne immigrate ha modificato la platea di coloro che ricorrono all’aborto rendendo ancora più difficile, se non marginale, il ruolo dei pochi consultori esistenti, che devono anche fare i conti con i continui tagli delle risorse.
Per il Ministero della Salute ha risposto all’interrogazione il sottosegretario Paolo Fadda, che, in merito al ritardo nella presentazione della relazione annuale, ha spiegato che «la raccolta, il controllo e l’elaborazione dei dati analitici sulle interruzioni volontarie di gravidanza di tutte le Regioni rappresentano un processo lungo e delicato che impegna tutti gli attori istituzionali coinvolti nel sistema di sorveglianza, dalle strutture periferiche (Asl e Assessorati regionali alla sanità) a quelle centrali (Ministero della salute e Istituto Superiore di Sanità)». A ciò bisogna aggiungere che, oltre «ai tempi necessari per acquisire i dati sufficientemente accurati e completi, vanno considerati anche i tempi per l’acquisizione delle informazioni relative alle popolazioni di riferimento (donne in età feconda e nati vivi dell’anno in oggetto), forniti dall’Istat», che sono disponibili «o come stime (donne in età feconda) o come dati definitivi (nati vivi) solo nella seconda metà dell’anno successivo a quello in oggetto». Perciò la relazione sull’attuazione della legge 194 sarà presentata nella seconda metà del 2013.
Riguardo ai medici obiettori il sottosegretario Fadda ha ribadito quanto era già stato scritto nella ultima relazione presentata al Parlamento l’8 ottobre 2012, secondo la quale nel 2010 è avvenuta «una stabilizzazione generale dell’obiezione di coscienza tra i ginecologi e gli anestesisti, dopo un notevole aumento negli ultimi anni».
Daniela Sbrollini, cofirmataria dell’interrogazione, replicando al sottosegretario, si è soffermata sulla necessità di affrontare nuovamente l’argomento oggetto dell’interrogazione nell’ambito di un dibattito ben più ampio perché occorre comprendere in maniera approfondita le cause del progressivo smantellamento della legge n. 194 del 1978, di cui è segno evidente il fatto che il numero degli aborti clandestini sia raddoppiato e che tale fenomeno non riguardi solo le donne straniere. La progressiva riduzione del numero dei consultori e la mancata istituzione della figura del mediatore culturale, poi, rendono l’applicazione della legge ancora più difficile. Secondo Daniela Sbrollini, inoltre, la tutela della salute della donna è seriamente pregiudicata poiché il numero dei ginecologi obiettori di coscienza è pari al 91 per cento circa del totale e ciò crea lunghissime liste di attesa.
Un aspetto drammatico del problema è rappresentato, in particolare, dalle donne che subiscono lesioni dopo essersi sottoposte ad aborti clandestini.
Diventa così necessario che la relazione annuale sull’attuazione della legge 194 sia tempestivamente presentata dal Ministro della Salute alle Camere, anche per poter acquisire dati aggiornati sul fenomeno ormai dilagante dell’aborto clandestino.

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