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Addio a Franca Rame

Addio a Franca Rame

Oggi ci ha lasciati Franca Rame, una donna coraggiosa e libera, una artista militante, sempre impegnata in battaglie civili e politiche. Proprio in seguito al suo impegno, fu rapita e violentata da un gruppo di fascisti nel 1973 ed ebbe la forza di trasformare questa terribile esperienza in un racconto teatrale di denuncia, “Lo stupro”.

Il tg2 ne ha ricordato la figura con un servizio estremamente ambiguo: “Una donna bellissima Franca, amata e odiata. Chi la definiva un’attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante; chi invece la vedeva coma la pasionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione”.

Sono parole inaccettabili, che dipingono lo stupro subito da Franca Rame come fosse una conseguenza della sua bellezza e omettono del tutto la matrice politica della violenza. Sono parole ancora più gravi, dopo la votazione di ieri per la ratifica della Convenzione di Istanbul. 

Sono il segnale che una cultura basata sul rispetto dei generi e sulla libertà della donna non si è ancora pienamente affermata nel nostro Paese, ma sottili forme di maschilismo orientano il pensiero di molti: in questo caso, anche di una giornalista. Contro tutto ciò, per diffondere una cultura diversa, Franca si è sempre battuta durante la sua vita: perciò non è possibile rimanere indifferenti di fronte a un simile necrologio, ma è necessario sottolineare la gravità di queste affermazioni. Perché episodi simili non si ripetano più e perché la diffusione di una cultura del rispetto fra i generi passa anche dalle parole che utilizziamo per dipingere la realtà.

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