Favorire ristrutturazione dei debiti e accesso al Fondo per i mutui sulla prima casa

Favorire ristrutturazione dei debiti e accesso al Fondo per i mutui sulla prima casa

La Camera,

premesso che:

– secondo il Bollettino ABI il totale dei finanziamenti a residenti in Italia si colloca ad aprile 2013 a 1.907,5 miliardi di euro, con una contrazione su base annua del 2,1 per cento. Lievemente negativa è risultata anche la variazione annua dei prestiti a residenti in Italia al settore privato: alla fine di aprile 2013 risultano pari a 1.640,3 miliardi di euro con un calo del 2,3 per cento. I prestiti a famiglie e società non finanziarie ammontano, sempre a fine aprile 2013, a 1.458,6 miliardi di euro, con una riduzione annua del 3,1 per cento;

– le sofferenze lorde, sempre secondo l’ABI, hanno raggiunto a marzo quota 131 miliardi di euro, in aumento di oltre 23 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Su base annua l’incremento è del 21,7 per cento. Le sofferenze nette hanno invece toccato i 64,3 miliardi, con un incremento di 16 miliardi rispetto a un anno prima. In rapporto al totale degli impieghi le sofferenze lorde risultano pari al 6,6 per cento a febbraio, in crescita dal 5,4 per cento di un anno prima. Rispetto al periodo pre-crisi la qualità del credito, specie con riguardo alle piccole imprese, è in marcato peggioramento: da giugno 2008 a marzo 2013 il rapporto sofferenze lorde/impieghi del settore privato è più che raddoppiato, passando dal 3 per cento al 7,7 per cento. In aumento e sempre elevato è il livello del rapporto per le famiglie produttrici: dal 7 per cento al 12,3 per cento;

– la continua tendenza alla riduzione dei prestiti bancari al settore privato non finanziario ha determinato la necessità di interventi urgenti intesi a tutelare i piccoli risparmiatori dagli effetti della crisi e fornire adeguato sostegno finanziario al tessuto imprenditoriale italiano;

– nel corso della XVI legislatura sono state messe in atto sia iniziative normative, in sintonia con le decisioni assunte in ambito europeo, che accordi con gli esponenti delle istituzioni creditizie al fine di garantire un adeguato livello di liquidità finanziaria nei confronti dei consumatori;

– in particolare sono stati messi in atto diversi interventi legislativi che hanno consentito di rinegoziare i mutui a tasso variabile del decreto-legge n. 93 del 2008, n. 185 del 2008 e n. 70 del 2011; sono quindi state migliorate le condizioni di estinzione anticipata e portabilità dei mutui e semplificate le procedure per estinguere le ipoteche iscritte a garanzia nonché per garantire il diritto di recesso dai contratti bancari;

– il 31 marzo 2013 si è conclusa l’iniziativa di autoregolamentazione relativa alla misura di sospensione del pagamento delle rate dei mutui per le famiglie in difficoltà, prevista nell’Accordo «Piano Famiglia» sottoscritto il 18 dicembre 2009 e poi confluita nell’ambito dell’Accordo ABI – associazioni dei consumatori, siglato il 30 luglio 2012, denominato «Percorso Famiglia». Tale iniziativa prevedeva la sospensione del rimborso delle rate di mutuo per almeno 12 mesi:

– per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, anche di quelli oggetto di operazioni di cartolarizzazione;

– nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui che hanno subito o subiscono nel periodo 2009-2012 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione);

– in merito all’iniziativa, l’ABI ha reso noto (dati di dicembre 2012) che le banche hanno sospeso 84.995 mutui, pari a circa 9,8 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di 606 milioni di euro (media annua per famiglia di 7.130 euro);

– sotto il profilo dei finanziamenti al sistema delle imprese, il 28 febbraio 2012 tra l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese è stata firmata l’intesa «Nuove misure per il credito alle Pmi». L’obiettivo dell’accordo è quello di assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che pur registrando tensioni presentano comunque prospettive economiche positive. Gli interventi finanziari previsti per le imprese sono di tre tipi:

     a) operazioni di sospensione dei finanziamenti;

     b) operazioni di allungamento dei finanziamenti;

     c) operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività;

– si inseriscono nell’accordo due ulteriori iniziative: a) il plafond progetti investimenti Italia per favorire il finanziamento di progetti di investimento; b) il plafond Crediti Pa per agevolare lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione. L’accordo fa seguito all’avviso comune del 3 agosto 2009 e all’accordo per il credito alle Pmi del 16 febbraio 2011. Il termine di validità delle «Nuove misure per il credito alle Pmi» è stato da ultimo prorogato al 30 giugno 2013;

– grazie all’accordo fino a dicembre 2012 sono stati sospesi 68.633 finanziamenti per un debito residuo di 22,4 miliardi e liberando 3,3 miliardi di liquidità;

– nell’ambito legislativo invece, la legge di riforma del mercato del lavoro (articolo 3, commi 48 e 49 della legge n. 92 del 2012) ha novellato la disciplina del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, istituito dalla legge finanziaria 2008 (articolo 2, ai commi da 475 a 480, della legge 24 dicembre 2007, n. 244) estendendo le misure di sospensione anche a ulteriori tipologie di mutui;

– l’articolo 13, comma 20, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n, 214, ha rifinanziato il Fondo portandolo ad una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013;

– il 27 aprile 2013, a seguito della pubblicazione dello specifico Regolamento, è stata riavviata l’operatività del Fondo, interrotta dal 31 dicembre 2011;

– il Fondo consente ai mutuatari, con un Isee non superiore a 30.000 euro, di presentare alla banca che ha erogato il mutuo per l’acquisto della prima casa, di importo non superiore a 250.000 euro, la richiesta di sospensione del pagamento dell’intera rata fino ad un massimo di due volte, per complessivi 18 mesi, al verificarsi dei seguenti eventi occorsi negli ultimi 3 anni: morte, handicap grave o condizione di non autosufficienza, perdita del posto di lavoro a tempo determinato o indeterminato o dei rapporti lavorativi di cui all’articolo 409 del cpc;

– il Fondo di solidarietà esclude i lavoratori autonomi, le famiglie che hanno sostenuto costi per la ristrutturazione dell’abitazione o spese di assistenza sanitaria (comprese nella prima versione del Fondo) e i cassintegrati (inseriti invece nel «Piano famiglie»). I 20 milioni di dotazione previsti potrebbero esaurirsi a breve, visto che dalle banche si segnalano forti richieste;

– la moratoria alle imprese esclude i finanziamenti che hanno beneficiato di agevolazioni pubbliche in conto interessi o in conto capitale;

– la scadenza della moratoria per le imprese al 30 giugno 2013 rischia di indebolire ulteriormente il tessuto produttivo,

impegna il Governo:

– a promuovere nei tempi più rapidi tutte le iniziative necessarie per implementare forme di ristrutturazione diffusa dei debiti senza spese aggiuntive per i debitori favorendo un allargamento della platea dei soggetti interessati, al fine di assicurare un adeguato livello di credito alle famiglie, alle piccole e medie imprese, all’agricoltura e all’artigianato e sostenere le prospettiva di ripresa dei consumi e del sistema produttivo;

– a favorire, in particolare, l’ampliamento della platea dei soggetti che possono accedere al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, assicurando una adeguata dotazione finanziaria al Fondo stesso;

– a promuovere entro giugno 2013 un nuovo accordo con gli istituti di credito allo scopo di definire nuove misure per sostenere finanziariamente le piccole e medie imprese (allargando l’intesa all’individuazione di ulteriori interventi correttivi dell’accordo Basilea 3, al rafforzamento del Fondo di garanzia per le Pmi, alla definizione di azioni condivise per lo sviluppo dei Confidi e di misure per il sostegno finanziario delle refi d’impresa) e migliorare la trasparenza nelle relazioni tra banche e imprese.

Misiani, De Micheli, Amoddio, Antezza, Arlotti, Baruffi, Berlinghieri, Biffoni, Bini, Biondelli, Bonomo, Capone, Cardinale, Carella, Carnevali, Carra, Casati, Causi, D’Attorre, D’Incecco, Dal Moro, Fabbri, Fiano, Fontanelli, Giampaolo Galli, Garavini, Gasparini, Ghizzoni, Ginato, Giulietti, Gnecchi, Grassi, Lorenzo Guerini, Gullo, Iori, Laforgia, Lodolini, Madia, Maestri, Magorno, Malpezzi, Manfredi, Marchetti, Marchi, Mariani, Mariano, Martella, Melilli, Mongiello, Montroni, Morani, Moretti, Moscatt, Mura, Murer, Salvatore Piccolo, Quartapelle Procopio, Rampi, Realacci, Rubinato, Rughetti, Sani, Senaldi, Sereni, Simoni, Taranto, Tidei, Tullo, Valiante, Velo, Venittelli, Zardini

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