I lavori della Camera in diretta

Insegnamento del primo soccorso nella scuola secondaria

PROPOSTA DI LEGGE
d’iniziativa dei deputati
GRASSI, BIONDELLI, CARNEVALI, CIMBRO, RAMPI
Introduzione dell’insegnamento del primo soccorso nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore
Presentata il 9 aprile 2013

 

Onorevoli Colleghi! La presente proposta di legge riprende l’atto Camera n. 2020 della scorsa legislatura. Ogni anno, in Italia, almeno 60.000 cittadini muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco, di genesi spesso talmente improvvisa da non essere preceduto da alcun sintomo o segno premonitore. Altri 23.000 italiani, sempre ogni anno, muoiono improvvisamente in conseguenza di un trauma inatteso che si verifica negli ambienti di vita e di lavoro e altri 65.000, per gli stessi motivi, riportano gravi invalidità permanenti. Almeno 6.000 delle morti da trauma sono dovute a incidente stradale e riguardano, in particolare, la fascia di età più giovane, compresa tra i venti e i trent’anni.
Le cifre diventano ancora più drammatiche se proiettate su scala sovranazionale: in Europa sono almeno 42.000 l’anno le persone che rimangono uccise a causa di incidenti stradali e oltre 170.000 quelle che per la stessa ragione riportano conseguenze invalidanti permanenti. Il tutto con un costo economico e sociale che, per i soli incidenti stradali, supera nel nostro continente i 160 miliardi di euro, una cifra che corrisponde al 2 per cento del PIL.
La letteratura scientifica internazionale ha ampiamente dimostrato che, sia in caso di arresto cardiaco improvviso, sia nell’evenienza di un trauma, un intervento di primo soccorso tempestivo e metodologicamente adeguato può contribuire, in modo statisticamente significativo e comunque determinante, a salvare almeno il 30 per cento delle persone colpite. Se si riferisce il dato all’Italia e lo si esprime in termini assoluti, significa che delle 164 persone che ogni giorno muoiono improvvisamente nel nostro Paese a causa di un arresto cardiaco o di problemi cardiovascolari in genere, almeno 50 potrebbero essere salvate semplicemente intervenendo in tempo, con soccorsi appropriati.
L’articolo 32 della Carta costituzionale sancisce il diritto alla salute e l’articolo 593 del codice penale impone l’obbligo di prestare soccorso. I cittadini italiani, però, si trovano nell’impossibilità di adempiere alle disposizioni di legge, semplicemente perché nessuno ha insegnato loro come fare. Ed è proprio la scarsa conoscenza delle manovre di primo soccorso, unita all’inevitabile finestra di tempo che si apre prima dell’intervento degli operatori del 118, anche quando assicurato con la massima tempestività, a ridurre sensibilmente, fino al 30 per cento, sia le chance di sopravvivenza del cittadino colpito da malore o coinvolto in un incidente, sia le possibilità di contenere i possibili esiti invalidanti dell’evento.
Per queste ragioni occorre che le tecniche di primo soccorso diventino un bagaglio di conoscenza comune e diffusa: per far sì che le 50 morti quotidiane per accidenti cardiaci su 164, da morti evitabili, diventino morti evitate.
Un primo soccorso tempestivo e organico rappresenta dunque un’esigenza irrinunciabile della comunità civile, che non a caso ha trovato una forte e organizzata espressione anche dal basso.
La presente proposta di legge, che si propone di rendere obbligatorio l’insegnamento del primo soccorso all’interno della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria superiore per sensibilizzare gli studenti al primo soccorso, fornire loro una preparazione adeguata ad affrontare situazioni di emergenza e renderli coscienti di rischi e benefìci di manovre errate o corrette in caso di primo soccorso, riprende infatti, senza soluzione di continuità, gli esiti prodotti dal lungo lavoro condotto nel corso della campagna «Una firma per la vita», partita a Taranto nel 2005, progressivamente estesa a livello nazionale e culminata nel mese di luglio 2008 con la raccolta di 93.000 firme a sostegno di un’iniziativa legislativa popolare.
La presente proposta di legge fa propri sia l’impianto, sia i contenuti della proposta di iniziativa popolare, condividendone pienamente la finalità principale e prioritaria, che è quella di formare una cultura dell’emergenza intesa come conoscenza da parte di tutti i cittadini delle tecniche elementari del primo soccorso, intervenendo in via diretta sui ragazzi a scuola, ovvero nel contesto formativo naturale, anche allo scopo di innescare un processo virtuoso che favorisca la successiva veicolazione delle conoscenze acquisite all’interno della famiglia.
Insieme a questo fondamentale obiettivo, l’introduzione di un’educazione alla gestione dell’emergenza all’interno del percorso scolastico secondario consentirebbe di raggiungere il risultato, non meno importante, di stimolare e far crescere la coscienza e la solidarietà civile, che si esprime anche nella disponibilità a soccorrere chi sta soffrendo o è in pericolo di vita e ha bisogno di aiuto. Far comprendere l’importanza del primo soccorso e formare i giovani all’intervento emergenziale è dunque anche un salto di civiltà, che la presente proposta di legge si prefigge appunto di favorire, preoccupandosi di integrare il bagaglio culturale e formativo dei cittadini italiani non soltanto attraverso l’acquisizione dei contenuti dottrinali e tecnico-pratici necessari per prestare soccorso al proprio simile in pericolo di vita, ma anche con la finalità peculiare di promuovere, valorizzare e tutelare in tutti i suoi aspetti, con passione civica e convinzione, quella cultura della vita di cui tanto si parla, ma che tanto poco si fa per promuovere concretamente.
L’intento di questa proposta di legge, in conclusione, è quello di fornire ai ragazzi strumenti utili al fine di portare aiuto a chi è in pericolo: tutto ciò per una migliore salvaguardia della vita umana e per contribuire a formare cittadini migliori, riaffermando quei valori di solidarietà e di responsabilità verso l’altro che rappresentano l’indispensabile trama di una moderna società civile.

 

PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.

1. Nell’ambito della propria autonomia scolastica, gli istituti della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria superiore organizzano corsi di primo soccorso.
2. I corsi di primo soccorso, cui partecipano non più di venti studenti per corso, hanno durata annuale di dodici ore per ciascuno dei seguenti livelli: primo livello, concernente il supporto delle funzioni vitali con metodiche di base; secondo livello, concernente il primo soccorso del paziente traumatizzato; terzo livello, concernente il soccorso nel paziente non traumatizzato; quarto livello, concernente la defribillazione precoce semiautomatica; quinto livello, concernente il primo soccorso nelle grandi emergenze.
3. Ai corsi di primo livello partecipano gli studenti del terzo anno di scuola secondaria di primo grado e quelli del primo anno della scuola secondaria superiore che non li abbiano già frequentati in precedenza; a quelli di secondo livello partecipano gli studenti del primo anno della scuola secondaria superiore. Ai corsi di terzo, quarto e quinto livello possono partecipare, rispettivamente, gli studenti del secondo, del quarto e del quinto anno della scuola secondaria superiore che ne facciano richiesta.
4. La partecipazione degli studenti ai corsi è obbligatoria per quelli di primo e di secondo livello, facoltativa per quelli di terzo, di quarto e di quinto livello.
5. Alla fine del corso, per ogni singolo livello, previo esame teorico-pratico, è rilasciata un’attestazione relativa alla partecipazione al corso e all’idoneità conseguita, sottoscritta dal dirigente scolastico, dal docente e dal responsabile della struttura sanitaria con cui è stata stipulata la convenzione di cui all’articolo 2, comma 1.
6. Il conseguimento dell’attestato di cui al comma 5 è condizione per l’ammissione al corso di livello successivo.
7. Nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione fisica e motoria i docenti assicurano semestralmente, per singole classi di studenti, lo svolgimento di esercitazioni per l’impiego delle tecniche di base, apprese nell’ambito dei corsi di cui alla presente legge, per la rianimazione cardio-respiratoria, con l’uso di idonea attrezzatura.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede al monitoraggio degli effetti finanziari determinati dall’applicazione del presente articolo, che in ogni caso devono essere contenuti nell’ambito degli obiettivi di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. A seguito del predetto monitoraggio, alle finalità del presente articolo si provvede, per l’anno 2013, ove occorra e in via transitoria, a valere sulle risorse del fondo d’istituto delle istituzioni scolastiche, da reintegrare con quota parte delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 9 del citato articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, e in ogni caso senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 2.

1. Ai fini dell’organizzazione dei corsi di cui all’articolo 1, le istituzioni scolastiche stipulano apposite convenzioni con le aziende sanitarie locali, con le aziende ospedaliere o con i policlinici universitari per l’individuazione del personale, operante presso le relative strutture, cui affidare i corsi stessi. Il personale è individuato dal dirigente scolastico fra i soggetti a lui indicati dagli enti di cui al primo periodo, previa valutazione dei curricula.
2. I corsi sono affidati, con le modalità di cui al comma 1, a laureati in medicina e chirurgia, specialisti nel settore dell’emergenza-urgenza, con riferimento ai profili della medicina di emergenza, della chirurgia generale, dell’anestesia-rianimazione-terapia intensiva, della medicina interna, della cardiologia, o a coloro che hanno conseguito la laurea specialistica in scienze infermieristiche e ostetriche, in servizio presso l’area critica territoriale e ospedaliera dipartimentale di emergenza, in possesso di curriculum idoneo e di certificazione di idoneità all’insegnamento rilasciata da università o da società scientifiche autorevoli nel settore dell’emergenza, accreditate presso enti universitari.
3. Nell’ambito del monte ore previsto per ciascun livello dei corsi ai sensi dell’articolo 1, comma 2, tre ore sono riservate ai docenti interni di scienze, di educazione fisica e di igiene e cultura medico-sanitaria, per la presentazione del corso con specifico riferimento alle nozioni base di anatomia e fisiologia del corpo umano.
4. Fino alla stipula delle convenzioni di cui al comma 1, i dirigenti scolastici possono organizzare i corsi affidandoli a medici o a infermieri di loro scelta, purché in possesso dei requisiti di cui al comma 2, nonché a coloro che hanno conseguito la laurea in scienze infermieristiche e ostetriche o titolo equipollente, hanno maturato un’anzianità di cinque anni presso l’area critica territoriale e ospedaliera dipartimentale di emergenza e sono muniti di adeguata formazione universitaria nel settore dell’emergenza e del primo soccorso, con la partecipazione a master o a corsi di alta formazione in tema di emergenza medico-chirurgica, dando preventiva comunicazione dell’organizzazione del corso e indicazione di un termine per la presentazione di eventuali dichiarazioni di disponibilità e curriculum all’ordine dei medici chirughi e degli odontoiatri, al collegio degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d’infanzia e all’azienda sanitaria od ospedaliera competenti per territorio.
5. Le convenzioni di cui al comma 1 devono essere stipulate, in sede di prima attuazione, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
6. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 3.

1. I programmi di studio relativi ai diversi livelli dei corsi, di cui all’articolo 1, comma 2, sono elaborati, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, da un’apposita commissione ministeriale, i cui componenti sono nominati dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
2. All’attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 4.

1. Nel primo anno di attuazione della presente legge, ai corsi di primo livello, di cui all’articolo 1, comma 2, partecipano obbligatoriamente anche gli studenti del primo anno della scuola secondaria superiore.
2. I consigli di istituto possono autorizzare la partecipazione degli studenti delle classi della scuola secondaria superiore successive alla prima ai corsi di primo livello di cui all’articolo 1, comma 2.

L'iter del provvedimento
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