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Dai Centri antiviolenza azioni e proposte per rafforzare la libertà delle donne – Il comunicato D.i.Re

Dai Centri antiviolenza azioni e proposte per rafforzare la libertà delle donne – Il comunicato D.i.Re

Ecco il comunicato stampa della associazione D.i.Re sul convegno del 16 maggio 2013 al quale Elena ha preso parte.

Il convegno dell’associazione nazionale D.i.Re che si è tenuto oggi a Roma, all’Istituto dell’Enciclopedia è stato seguito da oltre duecento partecipanti. È stato firmato il protocollo di intesa tra D.i.Re e l’Anci con la finalità di promuovere e sviluppare azioni, progetti o iniziative volti alla prevenzione e al contrasto della violenza maschile contro le donne, con particolare riguardo ai temi delle azioni di sensibilizzazione e di informazione sulla violenza di genere. Tutti gli interventi del convegno hanno evidenziato come la violenza contro le donne non sia un’emergenza, ma un fenomeno endemico e strutturale che deve essere affrontato con interventi e politiche stabili e condivise tra tutti i soggetti coinvolti nelle azioni di constrasto fenomeno e sostegno alle vittime. Una parte del convegno e’stata dedicata alla analisi dei costi della violenza in termini di sofferenza umana e perdite economiche. Il Consiglio d’Europa ha stimato i costi della violenza in 33 miliardi di euro e, per quanto riguarda l’Italia, i costi sono di 4 miliardi circa. Tra i costi diretti ci sono le conseguenze della violenza sulla salute delle donne, come l’assistenza medica e psicologica, gli interventi della polizia, del tribunale, del servizio sociale, ma anche la perdita del lavoro delle vittime e il calo della produttività. Un dato che va moltiplicato se si considera che la violenza attuata oggi nei confronti delle donne, avrà un impatto anche sul nostro futuro perché la violenza è un modello che si apprende e le conseguenze si ripercuotono sulle generazioni future. Per contrastare la violenza maschile contro le donne si deve lavorare sul piano della prevenzione e del cambiamento culturale. E’ necessario strutturare il lavoro di rete tra tuti i soggetti che entrano in contatto con donne vittime di violenza: forze dell’ordine, tribunali, ospedali, pronto soccorso, servizi sociali, procure, prevedendo una formazione specifica sul fenomeno, creando pool specializzati, ed ancora istituire l’ Osservatorio Nazionale sulla violenza di genere per avere dati completi. L’Italia si deve uniformare alle direttive internazionali sia per quanto riguarda il numero dei Centri antiviolenza che dei posti letto nelle case rifugio. Tutto questo e’ possibile solo con finanziamenti adeguati permanenti. Ma non basta i centri antiviolenza devono essere riconosciuti come luoghi di esperienza e competenza. Non solo un servizio, ma luoghi di progettualita’ e di valorizzazione delle donne che hanno avuto il merito di portare alla coscienza collettiva la questione del femminicidio. Grazie allo svelamento del fenomeno, si assiste ad una maggiore attenzione e sensibilità da parte delle Istituzioni al problema. L’attuale governo si e’ impegnato a compiere una serie di azioni e interventi di contrasto alla violenza e in parlamento, il 27 maggio prossimo sara’ discussa la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul, che auspichiamo avvenga in tempi brevi e senza emendamenti che ne attenuino le direttive. Confidiamo in un’assunzione di responsabilità delle istituzioni in una azione di contrasto efficace al fenomeno della violenza e nel rinnovo del Piano Nazionale Antiviolenza.

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