Sì alla sperimentazione con le cellule staminali

La Commissione affari sociali ha approvato all’unanimità un emendamento al decreto in esame in questi giorni che consente la sperimentazione di trattamenti con il metodo delle cellule staminali mesenchimali, che sarà promossa dal Ministero della Salute avvalendosi di Aifa, Iss e Cnt e con l’unico limite della sicurezza dei pazienti.

L’emendamento prevede che siano stanziati 3 milioni di euro per la sperimentazione, da vincolare all’interno del Fondo sanitario nazionale, e istituisce un osservatorio per il monitoraggio con esperti e associazioni dei pazienti. La sperimentazione potrà iniziare dal 1° luglio per un periodo di 18 mesi. Per garantire «la ripetibilità delle terapie» i metodi di preparazione dovranno essere resi disponibili all’ Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, e all’Istituto superiore di sanità.

La decisione della Commissione cerca di contemperare le perplessità espresse dal mondo scientifico sul metodo stamina, usato da Stamina Foundation, e l’esigenza di fare sperimentazione.

Secondo Pierpaolo Vargiu, presidente e relatore della Commissione Affari sociali della Camera, «abbiamo voluto consentire la possibilità di fare una sperimentazione clinica con le staminali, e in questo caso a Stamina Foundation. Ma con un unico paletto: ciò che danno non deve essere nocivo ai pazienti».

Donata Lenzi, capogruppo del Partito democratico in Commissione, ha dichiarato: «La soluzione trovata è, a nostro giudizio, equilibrata perché permette la continuità delle cure in corso; avvia una sperimentazione clinica fatta come si deve e quindi trasparente, in condizioni di sicurezza e riproducibile. Prevede, inoltre, la costituzione presso il ministero di un osservatorio sulle staminali mesenchimali a cui saranno chiamate a partecipare anche le famiglie. La decisione della commissione Affari sociali permette l’inizio di una sperimentazione nazionale, se il metodo è buono non c’è nulla da temere».

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