I lavori della Camera in diretta

Mozione, misure a sostegno dell’occupazione giovanile

La Camera,

premesso che:

l’Unione europea ha recentemente lanciato un’importante iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, mirata, in particolare, a favorire l’integrazione nel mercato del lavoro di giovani disoccupati al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione, i cosiddetti Neet, nelle regioni dell’Unione con un tasso di disoccupazione giovanile nel 2012 superiore al 25 per cento. Si tratta della cosiddetta garanzia per i giovani (Youth Guarantee), il nuovo pacchetto occupazionale europeo;

la principale novità è legata all’istituzione di un Fondo europeo di garanzia per l’occupazione giovanile, circa sei miliardi di euro dal 2014 al 2020, dei quali 3 provenienti da una linea di bilancio specifica e gli altri 3 miliardi dal Fondo sociale europeo (Fse). I fondi destinati all’iniziativa intendono rafforzare e accelerare le misure descritte nel pacchetto per l’occupazione giovanile del dicembre 2012. Tali fondi verranno messi a disposizione degli Stati membri per finanziare, nelle regioni ammissibili, misure attuative della raccomandazione relativa alla garanzia per i giovani concordata nell’ambito del Consiglio dei ministri del lavoro e degli affari sociali dell’Unione europea del 28 febbraio 2013;

va ricordato che l’Italia rientra, purtroppo, nei parametri fissati di accesso al Fondo. Infatti, secondo quanto riportano i dati Istat, nel gennaio 2013 il tasso di disoccupazione per i 15-24enni è salito al 38,7 per cento rispetto al 38,7 per cento del dicembre 2012. In particolare, il fenomeno dei Neet in Italia è cresciuto esponenzialmente. Stando al Rapporto sul benessere equo e sostenibile del 2013, nel 2009, anno di inizio della crisi, i Neet erano il 19,5 per cento, mentre in due anni, nel 2011, sono cresciuti di oltre tre punti percentuali, raggiungendo il 22,7 per cento. Il dato sui Neet è particolarmente allarmante in quanto spia di un disagio estremo, prima di tutto psicologico, che diventa particolarmente acuto se si considera che tra tutti i Neet, l’8,8 per cento è costituito da laureati che, quindi, non possono neppure accedere ad un livello più alto di formazione per potersi rimettere in gioco. Del resto gli strumenti comunitari di garanzia per i giovani sono già attivi in alcuni Stati membri, come la Svezia e la Finlandia, e si sono dimostrati particolarmente positivi nel rilancio del mercato del lavoro dei giovani;

l’esperienza della partecipazione italiana agli strumenti finanziari europei dimostra come sia assolutamente necessario approntare meccanismi di coordinamento a livello nazionale e territoriale in grado di operare a livello di Sistema Paese, per ottenere i massimi benefici in termini di messa in atto delle politiche europee;

la garanzia per i giovani dovrebbe essere rivolta, in particolare, a tutti i giovani compresi nella fascia di età dai 15 ai 29 anni che hanno appena terminato gli studi, hanno perso un lavoro, sono inseriti in percorsi formativi e di apprendistato, nel rispetto delle definizioni stabilite dalla normativa europea. A differenza della proposta comunitaria, che fissa il limite di 25 anni per i giovani che possono accedere agli schemi di garanzia per i giovani, tali misure andrebbero estese fino ai a 29 anni, in virtù della particolare configurazione demografica del nostro Paese e visto che tale limite è quello utilizzato dai principali Istituti di statistica per inquadrare la problematica dei Neet in Italia,

impegna il Governo:

a riconoscere l’estrema importanza degli strumenti comunitari messi in atto per il rilancio dell’occupazione giovanile, mirati, in particolare, a favorire l’integrazione nel mercato del lavoro di giovani disoccupati al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (Neet);

a mettere in campo tutte le misure necessarie a recepire il sistema europeo di garanzia per i giovani, istituendo una serie di meccanismi d’intervento differenziati su più livelli, e, quindi: a) misure di contrasto alla dispersione scolastica e di sostegno al rientro nei percorsi di studio; b) misure a sostegno all’inserimento lavorativo dei giovani diplomati e laureati; c) contrasto alla segmentazione generazionale del mercato del lavoro e della segregazione di genere;

Che cos'è la generazione neet (fonte: Linkiesta.it)
Che cos’è la generazione neet (fonte: Linkiesta.it)

a potenziare ed armonizzare il ruolo dei centri per l’impiego, su tutto il territorio nazionale – a tal fine provvedendo mediante un’apposita iniziativa normativa a riaprire i termini per l’esercizio della delega al riguardo prevista sin dal dicembre 2007 dalla legge di recepimento del Protocollo Welfare, da ultimo ripresa dalla legge n. 92 del 2012 e non esercitata –, rafforzandone le prerogative e istituendo una figura professionale di consulenza in materia di politiche europee per l’occupazione e attivazione dei fondi specifici e orientamento mirato;

ad attivare una sede di confronto stabile con le regioni e le amministrazioni locali nonché con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative su base nazionale al fine di predisporre un’azione coordinata e condivisa per dare attuazione alle misure volte a favorire l’occupazione giovanile previste dal programma di garanzia per i giovani;

ad assumere le necessarie iniziative per istituire, al più presto e in armonia con le previsioni di bilancio, un Fondo nazionale per l’attuazione della garanzia per i giovani, composto dalla quota assegnata al nostro Paese da parte del Fondo europeo di garanzia per i giovani e ulteriori risorse previste da altre linee d’intervento comunitarie, nel quadro della programmazione 2013-2020. (1-00034)

Gregori, Damiano, Ferro, Miccoli, Bellanova, Pastorino, Carella, Casellato, Carnevali, Culotta, Epifani, Cinzia Maria Fontana, Tino Iannuzzi, Giuseppe Guerini, Gribaudo, Lorenzo Guerini, Guerra, Marco Di Maio

 

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