Michele Serra sulla violenza contro le donne

Michele Serra sulla violenza contro le donne

“Visto l’andazzo, sarà bene non sottovalutare il secondo caso italiano di lancio di acido sul volto di una donna: per sfigurarla, cancellarne il volto e l’identità, impedirle di esistere senza il permesso di un maschio rifiutato. È un contagio di importazione, arriva da paesi dove una “punizione” così atroce è diffusa; è lecito temere (augurandosi di sbagliare) che il clima socioculturale del nostro Paese, con il femminicidio in continuo e pauroso aumento, possa essere permeabile a questo e altri orrori.

Della condizione delle donne può dirsi la stessa precisa cosa che si dice della democrazia e dei diritti umani: che niente è dato una volta per tutte, che ogni conquista va rafforzata e difesa. La libertà delle donne è un termometro dello stato della nostra democrazia – che infatti è in cattivo stato. Quando si comincia a sospettare che troppa autonomia, troppa licenza di costruirsi la vita a propria misura siano un lusso che una società ordinata non può permettersi, è allora che si schiude la porta a varie forme di repressione, pubbliche e private. Il maschio impaurito e violento che cerca di ricondurre al proprio arbitrio la donna che si libera (libera!) di lui non è che la cupa parodia del potere che diventa sbirro, dell’autorità che si muta in dittatura.”

L’Amaca di Michele Serra, da Repubblica del 7 maggio 2013

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