Il Documento di economia e finanza 2013, il Programma delle infrastrutture strategiche

Il Documento di economia e finanza 2013, il Programma delle infrastrutture strategiche

In allegato al Documento di economia e finanza 2013 è stato trasmesso al Parlamento l’11° Allegato infrastrutture, che reca l’aggiornamento del Programma delle infrastrutture strategiche.
Gli interventi in materia di infrastrutture, definiti sostanzialmente nell’ambito del Programma delle infrastrutture strategiche (PIS) previsto dalla cosiddetta “legge obiettivo” (legge n. 443 del 2001), riguardano, per la quasi totalità dei progetti, le opere di realizzazione delle reti di trasporti europee (TEN-T) e dei corridoi paneuropei.

 

L’aggiornamento del Programma delle infrastrutture strategiche

A partire dal 2003, il Governo trasmette al Parlamento informazioni circa lo stato di attuazione della “legge obiettivo”, in cui sono elencate le infrastrutture strategiche, in un allegato ai documenti programmatici di economia e finanza (cd. “Allegato infrastrutture”). Tali documenti, sulla base delle modifiche introdotte dalla L. 39/2011, si chiamano ora documenti di economia e finanza (DEF) e definiscono la programmazione economica e finanziaria nell’ambito della nuova procedura del “semestre europeo”.

L’ 11° Allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza 2013, trasmesso al Parlamento il 19 aprile 2013, reca l’ultimo aggiornamento dello stato di attuazione del PIS. In proposito, la Tabella 0 reca un aggiornamento al mese di dicembre 2012 delle informazioni riguardanti le macro opere incluse nella delibera CIPE 121/2001 – con cui è stato approvato il PIS in sede di prima applicazione della “legge obiettivo” – il cui costo totale è pari a 231,6 miliardi di euro. La tabella 1 riporta i dati delle opere deliberate dal CIPE completate, appaltate o cantierate il cui costo è pari a 73,2 miliardi di euro, di cui disponibili 59,5 miliardi. La tabella 2, invece, elenca i costi delle opere deliberate in fase di progettazione il cui costo è pari a 53,4 miliardi di euro, di cui disponibili 12,6 miliardi.

L’Allegato si pone in una logica di continuità con il precedente Allegatoinfrastrutture alla Nota di aggiornamento del DEF 2013-2015 in quanto, per un verso, sottolinea la coincidenza delle priorità infrastrutturali nazionali con quelle europee incluse nella rete TEN-T (core network) e, per l’altro, fa riferimento alla rilettura del PIS attraverso l’attività di due diligencesullo stato di avanzamento e sull’effettiva valenza strategica degli interventi, avviata dal precedente allegato, e l’attuazione dell’art. 41 del D.L. 201/2011, che ha disciplinato la definizione delle opere prioritarie nell’ambito del Programma delle infrastrutture strategiche.

Specifica attenzione è riservata, infine, agli investimenti effettuati nell’ultimo decennio (Tabelle C, D ed E) e da attivare entro il 2020 (Tabelle F, G, H, I) nell’ambito dei corridoi europei (Helsinki-La Valletta, Lione-Torino-Kiev, Genova-Rotterdam, Baltico –Adriatico) con distinta evidenza delle fonti di finanziamento pubbliche e private.

 

Il monitoraggio della “legge obiettivo”

A partire dal 2004, il Servizio Studi della Camera, per conto della Commissione ambiente, svolge una costante attività di monitoraggio sull’attuazione della “legge obiettivo”, che si traduce nella presentazione di rapporti annuali alla medesima Commissione.

A partire dal 2010 è stata avviata una collaborazione con l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) con l’obiettivo di svolgere una ricostruzione dello stato di attuazione delle opere rientranti nel Programma deliberate dal CIPE e di monitorare nel tempo lo stato di avanzamento dei lavori.

La settima edizione del Rapporto è stata presentata all’VIII Commissione ambiente nel mese di dicembre 2012 e reca l’analisi dello stato di attuazione del Programma riferito al 30 settembre 2012, che – sulla base della ricostruzione del monitoraggio – contempla un numero di opere maggiore rispetto a quelle elencate nei documenti programmatici trasmessi dal Governo in quanto sono ricomprese opere riportate nei precedenti allegati e non confermate nel 10° Allegato.

L’analisi prende in considerazione, pertanto, 1.341 lotti, tra opere, interventi, sottointerventi e ulteriori dettagli, relativi alle 390 opere, il cui costo complessivo presunto di realizzazione è pari a 374,8 miliardi di euro. Rispetto all’universo delle opere comprese nel PIS il valore delle 190 opere deliberate dal CIPE, ovvero con progetto preliminare o progetto definitivo e quadro finanziario approvati, è di 142,5 miliardi di euro, pari al 38% del costo dell’intero Programma. L’analisi dei costi e delle disponibilità finanziarie, che valuta complessivamente i finanziamenti pubblici e privati disponibili, evidenzia come, rispetto all’intero Programma, le disponibilità finanziarie ammontano a 155,2 miliardi di euro. Tali risorse consentono, quindi, una copertura finanziaria pari al 41% del costo dell’intero Programma; il fabbisogno residuo ammonta a 219,6 miliardi (59%).

Quanto all’impatto del Programma sul territorio il Rapporto evidenzia che la distribuzione dei costi dell’intero Programma per macroaree, a distanza di poco più di un anno dall’ultimo monitoraggio, continua a confermare una maggiore concentrazione nelle 12 regioni del Centro Nord, pari a 225 miliardi di euro contro i 147 del Mezzogiorno.

L’analisi dei dati relativi all’avanzamento programmatorio e finanziario rilevato negli ultimi due monitoraggi (6° e 7° Rapporto) fa emergere una particolare attenzione per le infrastrutture da realizzare con i capitali privati, in quanto, sul totale dei circa 375 miliardi di euro del costo presunto complessivo delle infrastrutture del PIS, quelle per le quali è prevista una contribuzione privata valgono oltre 70 miliardi, pari a poco meno del 20% del costo dell’intero Programma. Emerge, inoltre, una nuova attenzione per le infrastrutture volte a migliorare l’offerta trasportistica nel Mezzogiorno, riunite nel Piano Nazionale per il Sud (PNS).

 

Le risorse finanziarie

Con la delibera CIPE 126/2012 è stata approvata la rimodulazione del Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali e relativo a opere di interesse strategico istituito dall’articolo 32, comma 1, del decreto-legge n. 98 del 2011, al fine di adeguarne la programmazione alle effettive disponibilità di bilancio determinatesi per effetto delle riduzioni indicate nelle premesse della delibera.

Le risorse del Fondo sono destinate prioritariamente alle opere ferroviarie da realizzare con la procedura relativa ai lotti costruttivi (disciplinata dall’art. 2, commi da 232 a 234, della L. 191/2009) e ai contratti di programma con RFI S.p.A. e ANAS S.p.A.

(Fonte: camera.it)

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