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La Camera vota la fiducia al governo Letta

La Camera vota la fiducia al governo Letta

La Camera dei deputati ha concesso la fiducia al governo presieduto da Enrico Letta. I voti favorevoli sono stati 453, i contrari 153, le astensioni 17.
Nelle dichiarazioni programmatiche il presidente del consiglio ha insistito sulla necessità di misure che sostengano la ripresa economica, pur non perdendo di vista il bisogno di conti in ordine. Di solo risanamento, secondo Letta, l’Italia muore. Così ha annunciato incentivi per chi assume e riduzione del costo del lavoro e reddito minimo per le famiglie bisognose. Proprio il lavoro sarà la vera priorità: «Solo con il lavoro si può uscire dall’impoverimento per una crescita non fine a se stessa ma in grado di portare benessere».
La riduzione della pressione fiscale è stato un altro nodo affrontato da Letta, che ha spiegato di voler bloccare l’aumento dell’Iva al 22% e che sospenderà il pagamento dell’Imu già a giugno.

 

 

Sul tema della riduzione dei costi della politica, il discorso programmatico contiene indicazioni per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e delle province e la sospensione del doppio stipendio per i ministri-parlamentari. In vista di una riforma della legge elettorale, Letta ha sostenuto l’ipotesi di trasformare il Senato in una camera delle Regioni.
Come primo atto del suo mandato il presidente del Consiglio ha voluto indicare un viaggio a Bruxelles, Berlino e Parigi, passaggio naturale – ha spiegato – per un governo europeo ed europeista.
In apertura Letta ha ringraziato il presidente Napolitano e ha ricordato la lealtà del segretario del suo partito: «Non potrei iniziare questo discorso, in un passaggio così impegnativo, senza un accenno personale ed esprimere un senso di gratitudine profonda verso chi, con generosità e senso antico della parola lealtà, mi ha sostenuto anche in questo difficile passaggio: Pier Luigi Bersani».

 

 

Un riferimento anche alla maggioranza insolita che sosterrà il governo. «Credo che non sia facile votare insieme da posizioni così eterogenee, ma proprio per questo credo che questa sia una scelta che meriti rispetto anche da chi non la condivide, perché non è motivata dall’interesse particolare, ma da principi più alti di coesione nazionale».
Fondamentale sarà, per Letta, il ruolo del Parlamento, a partire dalla convenzione per le riforme, per la quale il presidente del consiglio prevede tempi certi nel valutarne l’efficacia: «Tra diciotto mesi verificherò se il progetto sarà avviato verso un porto sicuro. Se avrò una ragionevole certezza che il processo di revisione della Costituzione potrà avere successo, allora il nostro lavoro potrà continuare. In caso contrario, se veti e incertezze dovessero minacciare di impantanare tutto per l’ennesima volta, non avrei esitazione a trarne immediatamente le conseguenze».

 

 

Dai banchi del Partito democratico il capogruppo Roberto Speranza ha annunciato il sostegno del Pd nell’interesse della nazione. Alcune perplessità sono state espresse da Rosy Bindi: «Per alcuni di noi non è giusto sospendere l’Imu sulla prima casa», ha detto la presidente dimissionaria del Pd riferendosi alle fasce di redditi più alte.

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