Deputati bergamaschi al voto in ordine sparso

Anche i deputati bergamaschi del Pd sono andati in ordine sparso nella votazione per il nuovo capo dello Stato. Antonio Misiani, fedelissimo del segretario Bersani, ha votato Marini, ma ammette tutta la difficoltà del momento: «Dovevamo cercare una larga convergenza, non è stato possibile raggiungerla. La situazione è in movimento, continuiamo a lavorare. Vediamo cosa uscirà dalla riunione di domani mattina (oggi, ndr) alle 8». Tra i dissidenti Beppe Guerini, che non ha condiviso la mozione Marini. Se Elena Carnevali risulterebbe tra gli astenuti, almeno secondo il dibattito di ieri sul web, Giovanni Sanga tiene a ribadire: «Tutta questa vicenda è stata gestita malissimo. Marini è stato uno dei fondatori del centrosinistra, ha spaccato il Partito Popolare di Buttiglione per impedirgli di confluire nel centrodestra: farlo passare per l’uomo che fa l’inciucio con Berlusconi è una sciocchezza. La sua storia e il suo rapporto con i lavoratori meritano rispetto. Il gruppo dirigente del Pd ha gestito male l’operazione: se non aveva il consenso, del Pd e del centrosinistra, non avrebbe dovuto candidarlo». La riflessione di Pia Locatelli: «Con la mia delegazione socialista ho preferito Emma Bonino alla scheda bianca, perché mi è sembrato opportuno delineare le caratteristiche di una candidatura alla presidenza della Repubblica. Non solo rispetto al senso delle Istituzioni, ma anche nella sua dimensione internazionale, quantomeno europea, da cui non possiamo prescindere».

L’Eco di Bergamo, 19 aprile 2013

Argomenti: