«Pronta a costruire. Grillini vicini all’agenda del Pd»

Abbacchiata sì. Ma chi la conosce sa che è un caterpillar. Entusiasmo e determinazione, quindi, non sono scalfiti. Elena Carnevali è pronta a portarli alla Camera. L’ex assessore della Giunta Bruni, 48 anni, fisioterapista, è una delle due new entry del Pd a Montecitorio. Bersaniana doc, incoronata dalle primarie alla vigilia di Capodanno, inquadra luci e ombre del voto di domenica e lunedì.

Cornche spirito va a Roma?

«(Sospiro). Bè, diciamo che se prima il senso di responsabilità era forte, ora lo è ancora di più. E si accompagna a un senso di precarietà. Non nel mio interesse, ma del Paese, della governabilità. Non si sa quanto durerà la legisla tura, quale contributo potremo portare».

Lei è stata regina delle primarie, campionessa di preferenze. Una spinta che, per il Pd, si è esaurita in fretta. Come mai?

«Abbiamo fatto una campagna elettorale fortemente caratterizzata dal linguaggio della verità e della serietà, con un punto di partenza chiaro – la situazione difficile del Paese – e un orizzonte da conquistare altrettanto chiaro, basato sul desiderio di affidabilità e crescita. Evidentemente non siamo riusciti a comunicare l’importanza di questo approccio e a interpretare al massimo uno spirito di cambiamento».

Crede che i risultati ottenuti, ben lontani dalle aspettative, porteranno a una resa dei conti all’interno del partito?

«Sarei pruderne a usare un lin­guaggio e un atteggiamento liquidatorio».

Lei é bersaniana, i toni dei renziani sono ben diversi…

«È indubbio che il risultato del voto sia stato ben lontano dalle aspettative. E che ora sia neces saria una fase di riflessione e di riassestamento. Ma senza buttare via il bambino con l’acqua sporca. Da ogni esito elettorale non brillante s’impara, ma un approccio liquidatorio non mi pare giusto in questo momento».

Esponenti autorevoli del centrosinistra fanno autocritica, mettendo in evidenza forse un peccato originario del Pd: il senso di superiorità che vi allontanerebbe dagli elettori.

«L’esigenza di sintonizzarci un po’ meglio sul Paese c’è. Non sono certo una che si tira indietro dal confronto con la gente e ne ho incontrata tanta, sia per le primarie sia in campagna elettorale. Prevale un grande senso di disagio, di scoramento e di preoccupazione; prevale la sensazione generale che la politica non si occupi dei problemi delle persone».

E lei cosa farà da neo-deputata per far cambiare idea alle persone?

«Ci vado con una gran voglia di lavorare. L’impegno non mi fa paura, l’entusiasmo e la determinazione non mi mancano. Ci saranno molti nuovi deputati, neofiti del Parlamento. Dovremo imparare regole e modalità, ma mi auguro che la Camera sia un luogo soprattutto di lavoro».

È pronta a lavorare con i grillini?

«Molti loro temi non sono distanti dall’agenda del Pd: dalla riduzione dei parlamentari a quella dei costi della politica; da una nuova legge elettorale a quella sul falso in bilancio. Su alcuni temi, quindi, molto probabilmente lavoreremo insieme. Certo bisognerà vedere che governo tireremo insieme».

Benedetta Ravizza

L’Eco di Bergamo,  27 febbraio 2013

Argomenti: