«Premiato l’impegno sociale»

«Dobbiamo rifare subito la legge elettorale e occuparci con forza di politiche per giovani, famiglie e donne». Sono questi i primi obiettivi per cui assicura di impegnarsi una volta arrivata in parlamento Elena Carnevali, 48 anni, capogruppo pd in consiglio comunale, madre di due figli e una vita spesa tra l’associazionismo e la politica. È la candidata del Pd di Bergamo che ha stravinto con 6.149 voti, staccando di molto il candidato renziano Giorgio Gori.

Carnevali, si aspettava questo risultato?

«Con questi numeri, devo ammettere di no. Anche se mi aveva colpito molto già la disponibilità allargata a una mia candidatura. C’è stata una grande risposta di cui sono grata».

Dove crede di aver conquistato i suoi voti?

«Quando ti occupi per lungo tempo di politiche sociali e di Welfare hai la possibilità di restare molto aderente alle necessità che il territorio esprime: hai una serie di contatti nel mondo dell’associazionismo, della cooperazione e del sociale che evidentemente hanno voluto esprimere riconoscenza e apprezzamento per il mio lavoro. Prima di essere assessore nell’amministrazione Brini, quella del riscatto del centrosinistra, quando ero segretario cittadino dei Democratici di sinistra, sono stata molto attiva nel mondo dell’associazionismo, anche come presidente di un’associazione per i diritti dei disabili: in quel periodo siamo riusciti a ottenere il riconoscimento dell’unità spinale agli Ospedali Riuniti di Bergamo».

Quali sono le prime cose di cui sente di volersi occupare una volta in Parlamento? Forse anche i suoi sogni…

«Non siamo ancora riusciti a cambiare la legge elettorale ma credo che la forte partecipazione dell’elettorato a queste primarie sia un segno indiscutibile della forte esigenza di cambiarla. Avverto anche come necessità prioritaria quella di aggiornare la legge anticorruzione e quella sul falso in bilancio. E poi bisogna davvero occuparsi di donne, giovani e Welfare. Dobbiamo consentire ai giovani di compiere i loro progetti di vita, formativi e personali, e poi abbiamo necessità di grandi dosi di politiche per le famiglie e per le donne».

Chiara Affronte

l’Unità, 31 dicembre 2012

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