I lavori della Camera in diretta

Un progetto per il futuro

La mia storia politica parte da un’esperienza nata in ambito sanitario e sociale, campi di azione prioritari anche nella mia vita amministrativa. Ho sempre cercato di vivere il mio impegno politico partendo dall’articolo 3 della nostra Costituzione: in questi anni in cui in Italia è cresciuta l’ineguaglianza, ritengo fondamentale concentrare l’attenzione sulla volontà di rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione delle persone e la loro partecipazione alla vita comunitaria del nostro Paese.

Le mie priorità sono quindi il lavoro, la formazione e le politiche di welfare.

Per quanto riguarda il lavoro, la crisi ha inciso duramente anche sulla nostra provincia, che ha perso novemila posti di lavoro in cinque anni nel solo settore edile. È necessario garantire prospettive ai giovani, tutelare gli esclusi e promuovere un sistema di protezione sociale che rappresenta uno dei nostri traguardi rispetto ad altri paesi europei. Le politiche per creare lavoro sono strettamente legate ai nuovi settori, a partire da quello green. Il 38% delle nuove assunzioni per il 2012 si deve alle aziende che investono in tecnologia green, che hanno maggiore propensione all’innovazione e all’internazionalizzazione. L’attenzione all’ambiente dà anche la possibilità di riqualificare le aree dismesse e il patrimonio esistente, senza produrre ulteriore consumo di suolo.

La formazione deve tornare a essere una priorità del nostro Paese. Negli ultimi anni abbiamo assistito a troppi tagli spacciati per riforme, che hanno colpito il settore dell’istruzione pubblica: lo dimostrano l’elevato tasso di abbandono scolastico, la diminuzione delle immatricolazioni universitarie e gli investimenti ben al di sotto della media europea. La scuola è alla base della trasmissione dei principi di convivenza civile: all’interno dei nostri istituti è fondamentale promuovere una cittadinanza attiva in una società sempre più multiculturale. Per fare ciò, bisogna puntare sul protagonismo degli studenti, sulla parità di genere, sulla lotta alle discriminazioni, su una didattica basata sul metodo cooperativo e laboratoriale, in stretta relazione con il territorio e con l’esperienza degli studenti. La scuola deve essere aperta, sperimentare nuove modalità di organizzazione di tempi e spazi: diventando “scuola della comunità per le comunità” potrà promuovere sviluppo, integrazione, mobilità sociale. Per fare tutto ciò, è necessario valorizzare a livello sociale e professionale le figure degli insegnanti e degli educatori.

Anche le politiche di welfare, dopo il governo Prodi, hanno subito drastici tagli, a partire da quelli per il piano nidi, per la non autosufficienza e in generale per le politiche sociali. Per ridurre le diseguaglianze è indispensabile garantire un sostegno effettivo e concreto alle politiche fiscali per le famiglie e a quelle dedicate al welfare. In quest’ambito, c’è un’esigenza fortemente sentita da tutti gli amministratori, dal mondo associativo del volontariato e della cooperazione sociale: i livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas). Senza la loro predisposizione, non si può portare a compimento una grande riforma che andrà aggiornata: la legge 328 del 2000.

La mia attenzione sarà rivolta anche al rapporto fra Stato ed enti locali, che in questi anni hanno dato moltissimo sul piano della razionalizzazione della spesa pubblica. Serve più crescita proprio a partire dai comuni: bisogna sostenerne l’autonomia fiscale e tributaria e consentire a coloro che hanno risorse disponibili di fare investimenti. Altre risorse si potrebbero ricavare incentivando la gestione associata dei servizi.

Infine la mia è una candidatura femminile: abbiamo la speranza di sfondare il muro che vede anche oggi prevalenti le presenze maschili in Parlamento. Non è una battaglia di rivendicazione vecchio stile, ma è una necessità contemporanea: il rinnovamento della politica passa anche da qui.

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